Anno: XXVIII - Numero 150    
Lunedì 3 Agosto 2026 ore 13:30
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Marina Calderone è il ministro più apprezzato del Governo Meloni.

La leadership nel gradimento coincide con il calo della Cig e l'aumento dell'occupazione, trainata da giovani e donne.

Marina Calderone è il ministro più apprezzato del Governo Meloni.

È quanto emerge dalla top ten ministri di luglio 2026 elaborata da Lab21 per Affaritaliani.it, che colloca il titolare del Lavoro al primo posto della classifica del gradimento dell’esecutivo, con un indice di fiducia del 52,7%, consolidando un primato stabile. Nella speciale classifica Calderone è seguita da Anna Maria Bernini, titolare dell’Università e della Ricerca, ferma al 50,8%, con una reputazione solida e costante, mentre il terzo posto è occupato a pari merito da Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, e da Adolfo Urso, Imprese e Made in Italy, entrambi al 50,7%,

Un risultato, quello di Calderone, che arriva in corrispondeza con i numeri registrati nel mercato del lavoro, protagonista negli ultimi tre anni di una crescita senza precedenti. L’ultimo segnale arriva dai dati diffusi dall’Inps sul secondo trimestre del 2026. Le ore di Cassa integrazione autorizzate sono diminuite dell’11,1% rispetto allo stesso periodo del 2025 e ne viene utilizzato appena il 28,7%, mentre continua a ridursi il numero dei percettori di Naspi. “I dati Inps su Cig e indennità di disoccupazione sono una buona notizia sullo stato di salute del mondo del lavoro. Scende il ricorso agli strumenti di sostegno nel secondo trimestre del 2026: le ore di Cassa integrazione autorizzate sono in diminuzione dell’11,1% su base annua e se ne utilizzano solo il 28,7%; scende il numero di persone in Naspi. Numeri che confermano la solidità del sistema produttivo e la maggiore stabilità dei rapporti di lavoro”, ha commentato il ministro Calderone.

Secondo i dati disponibili, dal 2023 a oggi l’Italia ha registrato circa 1,5 milioni di occupati in più, raggiungendo il livello più alto della propria storia. La disoccupazione è scesa sotto la media europea, mentre la quasi totalità dei nuovi rapporti di lavoro è a tempo indeterminato. Ancora più significativo il risultato ottenuto da giovani e donne, che hanno raggiunto i livelli occupazionali più elevati mai registrati nel Paese.

 

 

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