LA CAMERA RESTITUISCE IL GIUSLAVORO AI COMMERCIALISTI
Il Cndcec: «Nessuna invasione di competenze, si riconoscono attività già proprie della professione».
I commercialisti incassano una vittoria politica e professionale nella lunga partita sulla riforma dell’ordinamento della categoria. La Commissione Giustizia della Camera ha infatti concluso l’esame degli emendamenti al disegno di legge approvando il reinserimento dell’ambito giuslavoristico tra le attività tipiche della professione, una modifica fortemente sostenuta dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili
Il provvedimento dovrà ora essere licenziato dalla Commissione, approdare all’Aula della Camera e successivamente passare all’esame del Senato, ma il voto rappresenta già un passaggio decisivo per una riforma destinata a ridisegnare l’assetto della professione.
Tra le principali novità figurano anche l’aggiornamento dei parametri per la determinazione dei compensi, la revisione del sistema delle specializzazioni per evitare la proliferazione di registri e sotto-albi, una nuova disciplina delle incompatibilità ispirata ai principi europei, regole più chiare sulla governance degli Ordini e maggiore flessibilità per l’applicazione delle future norme elettorali.
Particolare soddisfazione è stata espressa dal presidente nazionale del Cndcec, Elbano de Nuccio, che ha sottolineato come il reinserimento dell’ambito giuslavoristico non attribuisca nuove competenze ai commercialisti, ma riconosca sul piano normativo un’attività che migliaia di professionisti svolgono quotidianamente nell’assistenza alle imprese.
Il Consiglio nazionale respinge inoltre le critiche dei Consulenti del Lavoro, ribadendo che l’emendamento non introduce nuove riserve di attività né sottrae funzioni ad altre professioni. A sostegno della propria posizione richiama la legge n. 12 del 1979, che già consente ai commercialisti di svolgere gli adempimenti in materia di lavoro, previdenza e assistenza sociale accanto ai Consulenti del Lavoro.
Il Cndcec richiama infine anche la recente sentenza del TAR Lazio sull’asseverazione della regolarità contributiva e previdenziale, precisando che la decisione riguarda esclusivamente un protocollo d’intesa tra amministrazioni e non modifica in alcun modo il riparto delle competenze professionali stabilito dalla legge.
La riforma resta dunque terreno di confronto tra categorie professionali, ma il voto della Commissione Giustizia segna un punto importante a favore dei commercialisti, che vedono riconosciuto nel testo legislativo un ambito di attività considerato parte integrante della loro funzione di consulenza alle imprese
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