Anno: XXVIII - Numero 141    
Martedì 21 Luglio 2026 ore 13:30
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Visti, fino a 6.500 euro per entrare in Italia

Smantellata una rete che sfruttava il Decreto Flussi con falsi contratti e pratiche irregolari.

Visti, fino a 6.500 euro per entrare in Italia

Fino a 6.500 euro per ottenere un visto d’ingresso in Italia attraverso il sistema del Decreto Flussi. È uno degli elementi emersi dalla vasta inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce e condotta dai Carabinieri, che ha portato all’esecuzione di 30 misure cautelari in diverse province italiane.

Secondo gli investigatori, l’organizzazione avrebbe predisposto un articolato sistema di falsi contratti di lavoro e pratiche di assunzione fittizie, avvalendosi della collaborazione di imprenditori e datori di lavoro compiacenti. L’obiettivo era favorire l’ingresso irregolare di cittadini stranieri in Italia, aggirando le procedure previste dal Decreto Flussi.

Le persone coinvolte, provenienti soprattutto da India, Bangladesh e Pakistan, avrebbero versato somme fino a 6.500 euro per ottenere il nulla osta al lavoro e il successivo visto d’ingresso. Un meccanismo che, secondo l’accusa, trasformava uno strumento destinato a regolare l’immigrazione per motivi di lavoro in un business illecito gestito da una rete criminale.

L’operazione ha interessato numerose città italiane, tra cui Lecce, Taranto, Milano, Verona, Roma, Latina e altre province, confermando la portata nazionale dell’organizzazione.

Le autorità ricordano che il rilascio dei visti per motivi di lavoro, così come le procedure di ricongiungimento familiare, seguono esclusivamente i canali ufficiali e non prevedono il pagamento di somme illecite. I costi sono limitati alle tariffe consolari e amministrative previste dalla normativa vigente e possono essere verificati attraverso il Portale Visti del Ministero degli Affari Esteri e gli altri canali istituzionali del Governo italiano.

L’inchiesta è tuttora in corso e, come previsto dall’ordinamento, le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

 

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