La cena del chiarimento.
Tra Schlein e Conte va malissimo, ambasciatori al lavoro.
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In pubblico si mostrano sorridenti, ma lontani dalle telecamere scende il gelo dopo la campagna anti-armi all’Ucraina lanciata da M5s. A peggiorare la situazione, l’invito al leader M5s a parlare nell’anniversario della strage di Sant’Anna di Stazzema, che ha fatto infuriare la base Dem. Sherpa al lavoro per apparecchiare una tavola del disgelo
C’è una schiera di “volenterosi” che si propone di far parlare Elly Schlein e Giuseppe Conte. Ma fino ad ora non ha ottenuto risultati. Romano Prodi ce l’ha messa tutta, invitandoli ad aprire un cantiere per il programma, prima di convocare le primarie. Pierluigi Bersani si è offerto lui stesso di scriverlo, il programma di mediazione. Nessuno gli ha risposto. Dario Franceschini è l’ultimo in ordine di tempo. Il senatore esponente del cosiddetto correntone di Montepulciano, ha stretto Conte in confessionale, in un remoto angolo della Camera dei deputati, per carpirne mosse e strategia. “Possiamo lavorare a un incontro di chiarimento?”, ha chiesto. Ne ha tratto la disponibilità a una cena, un faccia a faccia, da tenersi prima di dirsi arrivederci per le vacanze.
La premessa è il grande gelo calato dopo la piazza fallita di Napoli. Ma le distanze non sono soltanto il frutto della contingenza. Conte e Schlein si ignorano cordialmente. Quando sono in pubblico si mostrano sorridenti uno accanto all’altro, e accanto a loro ci sono Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Lontani dai riflettori, nessuno direbbe che sono alleati. “Fintamente unitari”, si potrebbe dire con una perifrasi dello slogan – ‘testardamente unitari’ – caro alla segretaria del Pd.
Il gelo è sceso da quando Conte ha messo in chiaro che “il no al riarmo” sarà il centro della sua campagna di qui alle elezioni. A Ostia farà partire un tour – dal titolo “La guerra la paghi tu” – che è rivolto contro FdI ma potrebbe essere indirizzato anche contro il Pd. I dem lo vivono come un tentativo di scavare nella loro base elettorale. Il leader M5s non se ne cura, anzi. Tanto più che una parte del Pd tifa per lui.
Il 12 agosto, ad esempio, sarà lui l’oratore ufficiale della cerimonia in ricordo della strage nazifascista di Sant’Anna di Stazzema. Per la sinistra si tratta di una sorta di altare laico. Elly Schlein ha celebrato lì il 25 aprile. Ora il sindaco del Pd Maurizio Verona ha deciso di invitare Conte per l’82mo anniversario. Nel Pd non l’hanno presa bene. Molti stanno firmando la petizione pubblicata su change.org da parte di militanti del centrosinistra. Si chiede la revoca dell’invito a Conte a causa delle sue posizioni sull’Ucraina. “È inaccettabile che sul sagrato di Sant’Anna, luogo consacrato al ricordo di chi subì l’orrore della sopraffazione militare, prenda la parola chi, nei fatti, propone di lasciare inerme un popolo vittima di una analoga aggressione violenta”, è scritto nel testo della petizione.
La preoccupazione dei volenterosi come Franceschini, Prodi e Bersani è che il tempo e le primarie scavino un solco anche nell’elettorato. Per i leader lo spartiacque per definire i rapporti tra loro è il voto sulla legge elettorale. Il melonellum, spiegano da Pd e M5s, renderà quasi inevitabile il ricorso alle primarie. A quel punto, ci sarà una chiara indicazione sul metodo di scelta del leader. Nel caso in cui si vada a votare col rosatellum, invece, Conte potrebbe rinunciare alle primarie. Avverrà a settembre inoltrato. Franceschini lavora perché si stenda quanto prima una bozza di programma che dichiari i punti in comune. Un modo per arrivare preparati o almeno meno sguarniti all’autunno. Anche un modo per non lasciare interamente campo a Giorgia Meloni.
L’8 settembre Conte e Schlein sono invitati alla festa di Avs e dovrebbero confrontarsi in pubblico. Entro la metà di settembre il leader M5s dovrebbe partecipare alla festa dell’Unità nazionale a Reggio Emilia. A fine settembre si concluderà Nova, l’assemblea del M5s per la definizione del programma. Pd e M5s denunciano il colpo di mano della maggioranza sulla legge elettorale. Il volenteroso Franceschini lavora perché l’estate non passi invano.
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