Victor Rampazzo lascia la presidenza della Camera Avvocati San Donà di Piave
Si chiude dopo sette anni il mandato di Victor Rampazzo alla guida della Camera degli Avvocati di San Donà di Piave.
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Un periodo caratterizzato da sfide complesse, dalla pandemia al rafforzamento della giustizia di prossimità, ma anche da importanti traguardi istituzionali e associativi che hanno consolidato il ruolo della Camera nel panorama forense veneziano. Nel tracciare il bilancio del proprio incarico, il presidente uscente parla di un’associazione oggi «più forte, organizzata e autorevole», capace di diventare un interlocutore riconosciuto dalle istituzioni e dalle amministrazioni del territorio.
Tra i risultati che Rampazzo considera più significativi vi è il percorso di valorizzazione dell’Ufficio del Giudice di Pace di San Donà di Piave, divenuto negli anni un presidio sempre più centrale per l’intera Venezia Orientale. «Abbiamo lavorato affinché non fosse più percepito come una struttura marginale, ma come un servizio strategico per cittadini e professionisti», spiega.
A confermare questa crescita sono anche i numeri. I procedimenti civili iscritti sono passati dai 705 del 2021 ai 1.199 del 2025, con un incremento superiore al 70%, mentre quelli definiti sono cresciuti da 580 a 1.108. Parallelamente sono aumentate anche le pendenze, salite da 125 a 510, dato che secondo Rampazzo evidenzia la necessità di investire ulteriormente in personale e risorse anziché ipotizzare ridimensionamenti.
Un ruolo di primo piano è svolto anche da Jesolo che, dopo San Donà di Piave, rappresenta il comune con il maggior numero di procedimenti e il più elevato carico nel settore penale dell’intero mandamento, una situazione legata anche all’intensa presenza turistica durante la stagione estiva.
Determinante, secondo il presidente uscente, è stato il rapporto instaurato con le amministrazioni locali. «Il mantenimento e lo sviluppo del Giudice di Pace sono stati possibili grazie alla collaborazione dei sindaci della Venezia Orientale, che hanno creduto nell’importanza di questo presidio sostenendolo anche con significativi investimenti». Un impegno recentemente celebrato con un incontro tra la Camera degli Avvocati e i primi cittadini del mandamento, occasione per condividere i risultati raggiunti e rafforzare il dialogo istituzionale.
Nel corso del mandato la Camera ha inoltre dovuto affrontare la difficile parentesi dell’emergenza Covid. «Nel 2020 abbiamo ripensato completamente il modo di lavorare, organizzando rapidamente la formazione online e accompagnando i colleghi nell’utilizzo di strumenti digitali che allora erano una novità». Un’esperienza che ha contribuito a modernizzare l’associazione, protagonista negli ultimi anni di oltre quaranta eventi formativi e dell’accreditamento di più di centoventi crediti professionali su temi che spaziano dalle riforme processuali all’intelligenza artificiale, fino alla previdenza e alla deontologia.
Tra i momenti più significativi del settennato Rampazzo ricorda il cinquantesimo anniversario della fondazione della Camera degli Avvocati, celebrato con un convegno che ha richiamato a San Donà di Piave i vertici della magistratura e dell’avvocatura nazionale. «Quella giornata ha rappresentato la sintesi di sette anni di lavoro e ha dimostrato che anche una realtà territoriale può contribuire al dibattito nazionale sul futuro della professione». Un evento che ha voluto dedicare anche alla memoria dell’avvocato Alberto Vigani, ricordando inoltre figure come Giorgio Pavan e il decano Pietro Comito, punti di riferimento della comunità forense sandonatese.
Parallelamente è proseguito il percorso di rinnovamento organizzativo della Camera, con l’introduzione di un nuovo sistema gestionale per amministrare formazione, contabilità e tesseramento e con un adeguamento delle procedure amministrative e fiscali, ponendo le basi per una struttura più efficiente e trasparente.
«Lascio una Camera economicamente sana, con un numero crescente di soci, rapporti istituzionali consolidati e una forte identità territoriale», afferma Rampazzo, che conclude il proprio mandato con una parola chiave: «Comunità. Perché il risultato più importante non sono solo i numeri o gli eventi organizzati, ma aver rafforzato il senso di appartenenza degli avvocati alla loro associazione. I mandati finiscono, ma una comunità coesa continua a crescere e a costruire il proprio futuro».
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