AVVOCATURA UNITA PER SCRIVERE IL FUTURO
A Roma l’incontro con i vertici dei Coa e delle istituzioni forensi. Il presidente del Cnf Greco: «Con la riforma sanciamo i principi iscritti nel nostro Dna».
In evidenza
Mentre la riforma forense si avvicina al traguardo, l’avvocatura si riunisce a Roma per stilare un primo bilancio del lavoro fatto fin qui. E certificare il dato che ha contraddistinto l’intero viaggio verso il nuovo ordinamento professionale, ovvero la capacità della categoria di mostrarsi unita e compatta di fronte alla politica.
È questo il primo punto messo in luce dal presidente del Consiglio nazionale forense Francesco Greco all’Agorà degli Ordini e delle Unioni forensi che si è tenuta oggi nella capitale. Un appuntamento di particolare rilievo, a cui hanno preso parte i rappresentanti dei Consigli dell’Ordine giunti da tutta Italia e i vertici delle istituzioni forensi, che arriva dopo il via libera della Camera al provvedimento approvato in prima lettura lo scorso 26 maggio.
«Questa legge parte da una base di condivisione molto larga, con il mandato che ci siamo assegnati all’esito del Congresso. Ed è molto importante perché delinea alcuni principi, fissati nei primi articoli, che abbiamo elaborato pensando all’avvocato del futuro», ha spiegato Greco. Che ha dato il via all’incontro ripercorrendo tutte le tappe della riforma, dalla sua genesi fino all’ultimo step, con l’approvazione del testo in commissione Giustizia al Senato, che ha bocciato tutti gli emendamenti. Il testo dovrebbe approdare in Aula entro luglio per l’ok definitivo, dopodiché la delega sul nuovo ordinamento degli avvocati sarà legge dello Stato. E si potrà lavorare ai decreti attuativi.
«Ci auguriamo – ha sottolineato Greco – che, come è accaduto alla Camera, dove la legge è stata approvata con un consenso trasversale, anche al Senato ci sia la stessa unità di intenti. Perché questa riforma non riguarda interessi di parte e non ha colore politico: ha soltanto l’intento di mettere gli avvocati nelle condizioni di farsi portatori, al meglio, degli interessi dei cittadini». Il presidente del Cnf ha quindi citato i punti chiave del testo, frutto di un impegno durato quasi due anni, con il tavolo che ha coinvolto tutte le componenti dell’avvocatura. E ha sottolineato come la legge recepisca gli aspetti principali emersi dal Congresso, riscrivendo la professione in direzione del futuro.
«Abbiamo immaginato come sarà l’avvocato di domani e come la società vorrà che sia. Ma questo sforzo di immaginazione, non semplice, è ancorato a dei principi fondamentali che fanno parte del nostro dna e che ora si trovano sanciti nella prima parte della riforma: la libertà e l’indipendenza dell’avvocatura, e il riconoscimento dell’avvocato come soggetto che garantisce e attua lo Stato di diritto», ha scandito ancora Greco. Oltre ai principi fondamentali, il presidente della massima istituzione forense ha ricordato che la legge rafforza la disciplina del segreto professionale, «inviolabile e indisponibile». E prevede diverse importanti novità, dalla monocommittenza alla “possibilità di esercitare la professione forense attraverso la partecipazione a una o più reti tra avvocati o tra più professionisti”. I prossimi passi saranno volti all’attuazione dei principi sanciti. E non solo. Con il presidente del Cnf che annuncia già le prossime sfide in merito all’abrogazione delle norme della riforma Cartabia e alla responsabilità civile dell’avvocato.
Ad ascoltare le richieste dell’avvocatura, nel corso dell’Agorà, è il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. Il quale, giunto a sorpresa all’incontro, ha sottolineato il ruolo fondamentale dell’avvocato e della difesa, che rientra nel «Dna della democrazia». In merito alla riforma, «il prodotto finale – ha scandito Sisto – ci restituisce due cose: la modernità dell’approccio, con un avvocato al passo coi tempi, e l’uniformità di logica normativa, che rimette in ordine alcuni capitoli un po’ sparsi. Queste sono le due caratteristiche più importanti della legge, che non si risparmia nell’affrontare i temi, con uno sforzo notevole per raggiungere un obiettivo condiviso». Il viceministro ha quindi ricordato gli altri provvedimenti approvati nel corso della legislatura, con particolare riguardo alla norma che impedisce di intercettare i colloqui tra difensore e assistito. «Ci si chiede spesso: “come si fa a difendere un colpevole?” – ha concluso Sisto -. Io me lo chiedo ogni giorno e mi do sempre la stessa risposta: il nostro compito è far rispettare le regole del processo».
A prendere parola, durante l’agorà, anche il coordinatore dell’Ocf Fedele Moretti, che ha sottolineato l’unità e la coesione dimostrata dall’avvocatura, e la presidente di Cassa Forense Maria Annunziata, che ha “attestato” il buon stato di salute dell’Ente di previdenza. A tirare le fila è la vicepresidente del Cnf Patrizia Corona, che ha illustrato le principali novità previste dalla riforma in merito al disciplinare, dalle nuove regole sul capo di incolpazione all’istituto della riabilitazione.
Sempre oggi, in mattinata, si è svolto l’incontro tra il Cnf, i consiglieri giudiziari di nomina forense e i presidenti dei Coa per un confronto corale sull’applicazione del decreto legislativo 44 del 2024. «Per troppo tempo abbiamo rinunciato all’organizzazione dell’attività giudiziaria, delegandola alla magistratura. Non possiamo più dire che la giustizia non funziona: dobbiamo assumercene l’onere. È una nuova prerogativa su cui dobbiamo confrontarci: non più soggetti estranei all’organizzazione giudiziaria ma parte della macchina della giustizia in maniera fattiva e partecipata», ha spiegato Greco. Mentre Corona ha presentato i dati di un questionario rivolto dal Cnf ai consiglieri giudiziari e ai presidenti degli Ordini, da cui sono emerse alcune criticità: la disomogeneità delle modalità e dei tempi di accesso alla documentazione per le valutazioni di professionalità; un coinvolgimento parziale e incostante dei componenti forensi nella discussione; la denuncia che, dopo i giudizi espressi, non viene consentito all’avvocato di conoscere l’esito del giudizio finale; e infine le “reazioni risentite” dei togati per i pareri dissenzienti espressi dagli avvocati.
Francesca Spasiano su Il Dubbio
Altre Notizie della sezione
AVVOCATI SPIATI, FUORI LA VERITÀ
07 Luglio 2026L'Unione delle Camere Penali chiede la pubblicazione immediata delle verifiche sulle intercettazioni dei colloqui tra avvocati e assistiti.
BASTA AGGRESSIONI AI MEDICI
06 Luglio 2026La sicurezza degli operatori sanitari non è una questione di categoria: è un indicatore della civiltà di un Paese.
RIFORMA FORENSE ALLA SVOLTA FINALE
03 Luglio 2026Emendamenti votati in commissione; il testo forense avrà l'ok definitivo
