Vigilanza Rai, opposizioni disertano il rinnovo della Commissione Il centrosinistra non indica i componenti.
Se la maggioranza procederà da sola, annunciate nuove dimissioni di massa.
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Il braccio di ferro sulla Commissione parlamentare di vigilanza Rai si inasprisce. Le opposizioni hanno deciso di non indicare i propri componenti per il rinnovo dell’organismo e avvertono che, qualora la maggioranza procedesse comunque alla ricostituzione della Commissione, i parlamentari designati si dimetteranno nuovamente in blocco. Una scelta che rischia di prolungare lo stallo istituzionale nato attorno alla governance del servizio pubblico.
La decisione dei partiti di centrosinistra, alla quale aderisce anche Italia Viva, è arrivata dopo la lettera inviata nella mattinata di oggi dai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, ai capigruppo parlamentari. Nella comunicazione viene chiesto di indicare entro domani i nomi dei nuovi commissari, passaggio necessario per ricostituire la Vigilanza dopo le dimissioni collettive della scorsa settimana.
Le forze di maggioranza, invece, procederanno con la designazione dei propri rappresentanti. L’obiettivo è rimettere in funzione un organismo parlamentare fermo da mesi e al centro di uno scontro politico che ruota attorno alla nomina del nuovo presidente della Rai.
Per le opposizioni, tuttavia, il problema non è soltanto procedurale ma politico. Il centrosinistra considera infatti inaccettabile una ricostituzione della Commissione senza un’intesa preventiva sulle condizioni che hanno portato al blocco dei lavori. Da qui la decisione di non partecipare al rinnovo e la minaccia di nuove dimissioni qualora la maggioranza decidesse di procedere unilateralmente.
La crisi della Vigilanza affonda le radici nel mancato accordo sulla presidenza della Rai. L’elezione del presidente richiede infatti il parere favorevole della Commissione, dove è prevista una maggioranza qualificata. L’assenza di un’intesa tra maggioranza e opposizione ha congelato la procedura e trasformato la Commissione in uno dei principali terreni di scontro tra i due schieramenti.
La scorsa settimana, proprio per denunciare l’impasse, si erano dimessi tutti i commissari, sia di maggioranza sia di opposizione, rendendo inevitabile un nuovo rinnovo delle nomine. L’iniziativa dei presidenti delle Camere puntava a superare quello stallo e a ricostituire rapidamente l’organismo parlamentare. Ma la risposta del centrosinistra lascia intendere che il confronto sia tutt’altro che risolto.
Se la maggioranza andrà avanti con la nomina dei propri componenti, la Commissione potrebbe essere formalmente ricostituita ma restare comunque al centro di una nuova fase di conflitto politico. Uno scenario che allontanerebbe ancora la soluzione del nodo Rai e renderebbe più difficile riportare alla normalità il funzionamento dell’organo di vigilanza parlamentare.
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