Rosario Caruso nella Top 2% Scientists 2025
Un infermiere italiano tra i migliori scienziati al mondo.
Il presidente dell’Associazione Italiana Infermieri di Area Oncologica (AIIAO), Rosario Caruso, è stato inserito nella Stanford/Elsevier Top 2% Scientists List 2025: nella sezione scienze infermieristiche si colloca al 1.128° posto su 66.595 ricercatori censiti, tra il primo 1,6% mondiale per impatto citazionale.
Rosario Caruso, presidente di AIIAO, direttore Unità di Ricerca delle Professioni Sanitarie e Trasferimento delle Evidenze, IRCCS MultiMedica e ricercatore all’Università degli Studi di Milano, è entrato nella Stanford/Elsevier Top 2% Scientists List 2025, la classifica internazionale che individua il 2% dei ricercatori più citati al mondo sulla base dei dati bibliometrici Scopus.
Nella sezione dedicata alle scienze infermieristiche, Caruso figura al 1.128° posto su 66.595 nominativi censiti: un piazzamento che corrisponde a circa il primo 1,6% della disciplina a livello mondiale. [1] L’area principale di classificazione è la medicina clinica, con l’infermieristica come sottocampo.
Come funziona la classifica
La lista è elaborata congiuntamente da Stanford University ed Elsevier e misura l’impatto citazionale di carriera e su base annua di oltre 100.000 ricercatori in 22 campi scientifici e 174 sotto-discipline.
L’indicatore utilizzato, il c-score, tiene conto del numero di citazioni, della posizione in autorialità e delle co-autorship, per restituire una misura dell’impatto reale della produzione scientifica più che della semplice quantità di pubblicazioni. L’edizione 2025 utilizza i dati Scopus aggiornati ad agosto 2025, con citazioni calcolate fino alla fine del 2024.
Un riconoscimento per la professione infermieristica
Per Caruso, che nel 2024 era già diventato il sesto infermiere italiano a ricevere la nomina a Fellow dell’American Academy of Nursing[2], il dato più significativo resta però un altro: il lavoro quotidiano svolto insieme a colleghe e colleghi, studenti e clinici per migliorare la qualità dell’assistenza, dei percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali e dei servizi ai pazienti, come lui stesso ha sottolineato.
Un traguardo che conferma la maturità raggiunta dalla ricerca infermieristica italiana e che la comunità professionale può rivendicare come proprio: non solo il percorso di un singolo ricercatore, ma la dimostrazione che l’infermieristica italiana compete, con la sua produzione scientifica, ai massimi livelli internazionali.
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