AVVOCATI SPIATI, FUORI LA VERITÀ
L'Unione delle Camere Penali chiede la pubblicazione immediata delle verifiche sulle intercettazioni dei colloqui tra avvocati e assistiti.
In evidenza
L’Unione delle Camere Penali Italiane torna a chiedere piena trasparenza sulla vicenda delle captazioni dei colloqui tra difensori e assistiti avvenute nella casa circondariale di Perugia “Capanne”. Con due distinte lettere indirizzate al ministro della Giustizia e al procuratore generale di Perugia, l’organismo dell’avvocatura penale sollecita la pubblicazione degli esiti delle verifiche avviate dopo lo scandalo, ritenendo ormai concluso il tempo necessario per gli accertamenti.
Nella missiva al Guardasigilli, l’Unione ricorda di aver proclamato il 22 maggio scorso l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria penale per denunciare quella che definisce una gravissima violazione di uno dei principi fondamentali dello Stato di diritto: la segretezza delle comunicazioni tra avvocato e assistito. Dopo la successiva lettera aperta del 27 maggio e l’incontro del 4 giugno al Ministero, nel quale il ministro aveva disposto approfondimenti tramite l’Ispettorato generale, l’Unione ritiene che sia ormai arrivato il momento di rendere pubbliche le conclusioni dell’attività ispettiva.
Secondo i penalisti, la trasparenza non rappresenta un semplice adempimento amministrativo, ma costituisce una garanzia istituzionale indispensabile per ricostruire i fatti, rafforzare le tutele della difesa e ristabilire la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Le ragioni che avevano portato alla proclamazione dell’astensione, sottolinea l’Unione, non possono considerarsi superate finché non saranno chiarite tutte le responsabilità e adottate misure efficaci per impedire il ripetersi di analoghe violazioni.
Analoga richiesta viene rivolta al procuratore generale di Perugia. L’Unione richiama l’impegno assunto il 28 maggio, durante l’incontro con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e la Camera Penale di Perugia, quando era stata assicurata la massima attenzione sulla vicenda e la verifica delle eventuali responsabilità nelle sedi competenti.
A oltre un mese da quell’impegno, osservano i penalisti, nessuna risultanza delle verifiche è stata ancora resa pubblica. Per questo chiedono che vengano rese note le conclusioni degli approfondimenti e le eventuali iniziative adottate o in programma, affinché una violazione così grave delle guarentigie difensive venga affrontata con la trasparenza che i cittadini hanno il diritto di pretendere dalle istituzioni.
Per l’Unione delle Camere Penali, fare piena luce sull’accaduto rappresenta il naturale completamento degli impegni assunti dalle autorità e il primo passo necessario per garantire che episodi di questo genere non possano più ripetersi.
Altre Notizie della sezione
ZITTI E BUONI: COSÌ SI COLPISCE LA DIFESA
25 Agosto 2026Segnalazioni ed esposti contro gli avvocati rischiano di trasformare il disciplinare in uno strumento di pressione e intimidazione.
MEDICI TROPPO ANZIANI, RISCHIO PENSIONAMENTI DI MASSA
24 Agosto 2026Sanità, aumentano i dipendenti ma resta il nodo dell’età.
MEETING DI RIMINI, IL PAPA VARCA LA SOGLIA DOPO 44 ANNI DI ATTESA
21 Agosto 2026Parte oggi la 47esima edizione della kermesse, mezzo governo in fiera.
