Dai Tribunali alla Procura Telematica AdE
La certificazione Uni consacra il valore dei Tributaristi Lapet.
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La certificazione a norma Uni e la qualificazione ai sensi della legge n.4/2013: pilastri a tutela del mercato e piloti dell’evoluzione professionale. Ultimo riconoscimento del loro valore, è arrivato dall’Agenzia delle entrate che, nel rinnovo dell’accordo quadro nazionale con la Lapet, ha introdotto la possibilità per i tributaristi qualificati e certificati di accedere alla procura telematica. Come sottolineato dal presidente nazionale Lapet Roberto Falcone: “L’idea di promuovere la qualità dei servizi attraverso un sistema di qualificazione e certificazione che riconosca le prassi e i saperi, contribuisce a rimuovere gli ostacoli che in passato hanno lasciato i cittadini privi delle necessarie garanzie”. Il pilastro di questo ecosistema è proprio la legge n.4/2013 (“Disposizioni in materia di professioni non organizzate”), che applica il principio di sinergia tra legislazione e normazione tecnica. Il suo articolo 6 richiama esplicitamente le norme UNI come lo strumento per definire i requisiti di conoscenza, abilità, autonomia e responsabilità, in perfetta conformità al Quadro Europeo delle Qualifiche (EQF). Una disciplina fortemente orientata al consumatore-cliente, tesa a garantire la trasparenza delle competenze e richiamando costantemente le tutele del Codice del consumo. Oggi, il catalogo italiano UNI, conta circa 100 norme specifiche per le APNR (Attività professionali non regolamentate), un pacchetto in continua e rapida evoluzione che ha visto ben otto nuove norme pubblicate nel solo primo semestre del 2026. Significativa in questo percorso è l’esperienza dei tributaristi Lapet che hanno saputo anticipare i tempi normativi. Già dal 2008, per evitare l’autoreferenzialità e garantire la terzietà della valutazione, la Lapet ha aderito a FAC (Federazione delle associazioni per la certificazione, oggi FAC Certifica), puntando su un sistema di certificazione volontaria basato su rigidi codici di autodisciplina, aggiornamento continuo e regole deontologiche. Nel 2011 poi fu costituita in ambito UNI la commissione tecnica “Attività professionali non regolamentate”, affidata alla allora presidenza di Giorgio Berloffa (presidente Assoprofessioni di cui la Lapet è socio fondatore), con l’obiettivo di elaborare i requisiti delle nuove figure professionali. Subito dopo la legge n.4/2013 fu pubblicata la storica norma UNI 11511 dedicata alla figura del tributarista, il cui progetto è stato coordinato dal segretario nazionale Lapet Giovanna Restucci. Nel 2020 la norma ha ricevuto il suo primo importante aggiornamento ed attualmente è al riesame della commissione tecnica per il suo secondo rinnovo.
“L’adozione della norma UNI 11511 ha segnato una svolta che va ben oltre la qualificazione teorica” ha aggiunto Falcone. Il legislatore ha infatti riconosciuto alla certificazione un valore giuridico e operativo fondamentale come: l’estensione ai tributaristi qualificati e certificati della rappresentanza dei contribuenti dinanzi agli uffici dell’amministrazione finanziaria; il requisito della certificazione è altamente qualificante ai fini dell’iscrizione come Consulenti Tecnici d’Ufficio (CTU) presso i tribunali (solo per citare alcuni casi). Più in generale quindi i professionisti inseriti nell’elenco ufficiale dei certificati presso FAC godono di un’importante equiparazione operativa.
In conclusione, ha ribadito il segretario nazionale Restucci: “continueremo a lavorare per far sì che i nostri tributaristi siano sempre più qualificati. A tal fine, la certificazione non è solo un’opportunità di competitività per il comparto professionale, ma rappresenta soprattutto una forma di tutela per i consumatori e una garanzia di trasparenza per l’intero mercato”.
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