Ente biologi. Il decreto rilancio crea disparità tra i lavoratori
Stallone (Enpab) sul 'bonus' da 1.000 per soli iscritti all'Inps
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Alla “ennesima disparità di trattamento” tra lavoratori autonomi associati all’Inps e professionisti iscritti ad Ordini e Collegi, che versano i contributi alle Casse private, “contenuta nei decreti Covid-19, dal Cura Italia al decreto rilancio, che hanno previsto indennità con criteri di assegnazione più restrittivi e, oggi, anche di minore entità per le professioni liberali, sorge doverosa una riflessione: esclusa, di fatto, la ‘svista’ del Governo, più volte richiamato dai nostri Enti e dall’associazione che li riunisce, l’Adepp, sul tema, si reitera il concetto di ‘due pesi e due misure’, e credo che, alla base, ci sia una non conoscenza della realtà lavorativa di 2 milioni di professionisti”. E’ quanto osserva la presidente dell’Enpab (Ente dei biologi) e vicepresidente dell’Adepp Tiziana Stallone, a proposito della disposizione dell’esecutivo che fissa, per la mensilità di maggio dell’indennità ai lavoratori danneggiati dall’emergenza sanitaria, ancora una volta 600 euro per gli iscritti alle Casse private e 1.000 agli associati all’Inps. E’, aggiunge, “un retaggio del passato quello che attribuisce alle professioni lo ‘status’ di categorie abbienti. Ad oggi, devo, di fatto, rispondere ad un’ampia platea di iscritti che (nonostante la disponibilità all’anticipo delle risorse economiche interamente a carico della Cassa) si troverà esclusa dai sostegni di Stato per pensioni di vecchiaia, o di inabilità di importi minimali o, come si apprende dal decreto rilancio, per un ‘bonus’ decurtato di qualche centinaio di euro”, va avanti. La numero uno dell’Enpab ricorda, infine, come “il reddito medio complessivo di un biologo sia pari a circa 20.000 euro l’anno, con alcuni settori che faticano a raggiungere, a fine anno, i 10.000”, si chiude la nota.
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