Gruber assist perfetto: Vannacci ringrazia e vola
La Maestrina fuori tema, autogol Palmerini: il generale incassa consensi.
A volte, nel tentativo di mettere all’angolo un ospite, si finisce per costruirgli una passerella. È quello che è accaduto nella puntata di ieri sera di “Otto e mezzo”, dove Lilli Gruber e Lina Palmerini hanno provato a incalzare Roberto Vannacci sui temi che da mesi alimentano il suo consenso: immigrazione, famiglia, diritti degli omosessuali, identità nazionale.
Il risultato? Un mezzo regalo all’ex generale.
Le domande delle due giornaliste, spesso formulate con il tono delle maestrine che interrogano l’alunno indisciplinato, hanno consentito a Vannacci di giocare sul terreno che preferisce. Quando Gruber gli chiede se cosa accadrebbe “se scoprissimo che magari lei è gay”, lui risponde serafico che non accamperebbe alcun diritto particolare. Quando si parla della moglie romena e della fedeltà coniugale, replica con un asciutto “sì, sono fedele”. Scambi che, piaccia o no, lo mostrano tranquillo, sicuro e poco incline a perdere le staffe.
Il problema per le intervistatrici è che quasi nessuno dei temi affrontati rappresenta un punto debole per Vannacci. Al contrario, sono argomenti sui quali una parte consistente dell’elettorato guarda con simpatia alle sue posizioni. Così, ogni tentativo di incalzarlo si è trasformato nell’occasione per ribadire il suo messaggio.
Sorprende soprattutto ciò che non è stato chiesto. Nessun vero affondo sui rapporti con la Russia, pochissimo sull’Europa, niente di sostanziale sull’economia o sulle ricette per il Paese. Questioni che avrebbero richiesto risposte più articolate e forse meno comode. Invece la discussione è rimasta impantanata nei soliti temi identitari, dove Vannacci si muove come in casa propria.
A rendere la serata ancora più favorevole all’ex parà ci ha pensato Lina Palmerini. Nel tentativo di evidenziare le differenze tra Vannacci e il governo, la firma del Sole 24 Ore è finita per tessere un involontario elogio di Giorgia Meloni. Un autogol che non deve essere sfuggito agli spettatori: se l’obiettivo era isolare il generale, l’effetto è stato esattamente opposto.
Alla fine della trasmissione, Vannacci non avrà convinto i suoi critici. Ma probabilmente avrà rafforzato l’impressione di molti sostenitori: quella di un uomo che entra in uno studio televisivo ostile e ne esce senza un graffio. Con avversari così, per lui la campagna elettorale rischia di essere una passeggiata.
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