LA RIVOLTA DEI PENALISTI
Gli avvocati penalisti incrociano le braccia, udienze ferme per cinque giorni.
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Anche a Torino udienze ferme per cinque giorni, da lunedì 8 giugno a venerdì 12 giugno, per la protesta di molti avvocati penalisti che hanno aderito all’iniziativa promossa dall’Unione delle camere penali italiane per denunciare la “sistematica e indiscriminata captazione dei colloqui tra legali e detenuti al carcere di Perugia”. Alla mobilitazione ha aderito anche la Camera penale torinese intitolata a Vittorio Chiusano e così, con i legali che incrociano le braccia e non si presentano in aula, sono tante le udienze destinate a slittare. Una fra tutte quella del processo d’appello a carico dei militanti del centro sociale torinese Askatasuna, che vede coinvolti 25 imputati (16 dei quali accusati di associazione a delinquere). L’udienza era prevista per oggi lunedì 8 giugno, ma per le proteste è stata posticipata a luglio.
Il caso Perugia, colloqui intercettati e violazione del segreto professionale
La protesta nasce in seguito agli episodi di intercettazione dei colloqui tra avvocati e assistiti emersi nel carcere di Capanne, a Perugia, e, secondo quanto denunciato dall’avvocatura penalista, anche in ambito giudiziario a Napoli. Secondo quanto riportato in una nota del direttivo della Camera Penale, si tratta di una forma di protesta “ferma e consapevole”, resa necessaria dalla particolare gravità dei fatti emersi presso la Procura della Repubblica di Perugia. La Camera Penale contesta in particolare una violazione massiva e sistematica del segreto professionale, una grave compromissione del diritto di difesa, l’alterazione dell’equilibrio tra accusa e difesa e la violazione delle norme legislative vigenti.
Il prossimo 11 giugno, a Perugia, è prevista una manifestazione nazionale organizzata dall’Unione delle Camere Penali Italiane, che chiedono un intervento immediato del Consiglio Superiore della Magistratura e delle istituzioni parlamentari. Intanto, anche a Torino, sono decine le udienze saltate o destinate inevitabilmente a slittare.
A Perugia, accanto a conversazioni regolarmente intercettate – quelle tra un avvocato indagato e il proprio assistito – è emersa la registrazione di altri colloqui tra legali e clienti completamente estranei all’inchiesta. È un caso molto delicato, al centro delle cronache da alcune settimane e anche di una nuova inchiesta della procura perugina, che mescola diritto di difesa e segreto professionale.
“La normativa vigente impone l’immediata interruzione delle intercettazioni appena risulta che la captazione riguarda soggetti autorizzati – fanno notare dall’Unione – In questo caso, le registrazioni illegittimamente captate sono poi state inserite nel materiale investigativo. Addirittura, uno dei soggetti illegittimamente intercettati era imputato in un procedimento del magistrato titolare delle indagini che aveva originato l’intercettazione, con la conseguenza che il pubblico ministero ha potuto conoscere in anticipo le mosse della difesa, procurandosi un vantaggio processuale”.
Per tutta la settimana, le udienze in cui sono coinvolti avvocati che aderiscono all’astensione vengono rinviate. I giudici le rimanderanno alle prossime settimane, individuando una nuova data e comunicandola a tutte le parti. L’astensione non riguarda le udienze che coinvolgono persone detenute, che si svolgeranno regolarmente, a meno di rinvii per altre ragioni.
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