"Il sindaco di Modena incontra i bambini con l'indagato per terrorismo",
Mezzetti replica: "In mia presenza non si è mai parlato di Israele e Palestina"
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Il primo cittadino smentisce la ricostruzione riportata da un articolo giornalistico: “Ospiti invitati dalle insegnanti. Se i bambini sono stati effettivamente coinvolti sul tema lo giudico inopportuno
il sindaco Pd porta alle elementari l’indagato per terrorismo Hijazi”. Recita così un pezzo pubblicato oggi sul quotidiano ‘Il Giornale’, secondo cui il sindaco Massimo Mezzetti avrebbe incontrato i bambini delle scuole elementare Pascoli, Graziosi, Sant’Agnese, Gramsci e della scuola dell’infanzia Collodi insieme a Sulaiman Hijazi, il referente di Al Jazeera a Gaza Wael Dahdouh. All’incontro – sempre secondo l’articolo – sarebbe poi stato cantato ‘Free Free Palestine’.
La ricostruzione della testata è stata però in parte smentita da una lettera inviata dallo stesso Mezzetti al direttore de ‘Il Giornale’. “Desidero circostanziare i fatti raccontati nell’articolo della sua testata, per rispetto della verità e del mio ruolo. L’incontro da voi raccontato – sottolinea il sindaco nella missiva – si è effettivamente svolto in uno spazio pubblico di Modena nell’ambito di un’iniziativa promossa da insegnanti del ‘Movimento Cooperazione Educativa’. Nello scorso inverno ho infatti ricevuto tante lettere e disegni da parte di bambini e bambine di diverse classi di scuole elementari con riflessioni sulla guerra e sulla necessità della pace nel mondo. Dato che ho personalmente risposto a queste lettere ho svolto in queste settimane diversi incontri di restituzione, direttamente faccia a faccia con i bambini che hanno partecipato a questo percorso. In uno di questi, mercoledì scorso, per circa un’ora ho ascoltato e dialogato con i bambini e le bambine che, a dire il vero, mi hanno incalzato più che sulla guerra su tanti temi della loro vita quotidiana: dai giochi nei parchi all’inquinamento dell’aria, dallo stato delle palestre al desiderio di avere più verde. Non avendo avuto il tempo di esaurire le risposte, prima di andare via, ho dato alle insegnanti la disponibilità a un nuovo incontro nel nuovo anno scolastico. Alle ore 10, dopo un’ora, mi sono dunque allontanato perché avevo altri impegni. Durante la mia presenza all’incontro non è stato mai citato nel colloquio con i bambini il conflitto fra israeliani e palestinesi né intonato nessun canto di natura politica”.
“Se questo è accaduto dopo che io sono andato via, e non ho ragione di dubitare della vostra ricostruzione, lo giudico assolutamente inopportuno. Sono fermamente convinto – aggiunge Mezzetti nella lettera – che i bambini non debbano essere coinvolti e strumentalizzati in questo modo su questioni di cui non possono avere una autonoma capacità di giudizio ed è scorretto chiedere loro di intonare uno slogan politico senza che ne possano avere piena consapevolezza. Ritengo che chi porta la responsabilità di quanto accaduto farebbe bene a chiedere scusa alle famiglie dei bambini”.
“Il giornalista Wael Al Dadouh – precisa Mezzetti – è stato invitato dalle insegnanti per portare la testimonianza di cosa significhi vivere dentro una guerra che gli ha sterminato la famiglia. Avevo già conosciuto in passato il giornalista che era accompagnato da una persona che faceva da interprete e di cui non conoscevo le generalità e, di riflesso, la delicata indagine nella quale è coinvolto. L’ho appreso dal vostro articolo. In conclusione una riflessione sul gravissimo attentato accaduto nella mia città il 16 maggio. La connessione fra i due episodi mi pare forzata e pretestuosa. Ciò detto uso il termine ‘attentato’ perché di questo si è trattato. L’ho detto sin dalle prime ore: il responsabile di quel terribile atto ha voluto chiaramente attentare alla vita delle persone. Saranno le indagini a stabilire natura e movente dell’attentato ma nulla potrà attenuarne la gravità. Modena ha saputo reagire con unità al grave attentato con compostezza e maturità che non devono essere scambiate come giustificazione o minimizzazione. Seguiremo attenti gli sviluppi delle indagini, ci costituiremo parte civile nel processo all’attentatore, senza far mancare mai la nostra vicinanza e sostegno ai feriti e alle loro famiglie”.
Sulla vicenda interviene duramente anche Fratelli d’Italia: “Se l’inchiesta pubblicata in queste ore da Il Giornale fosse confermata, ci troveremmo di fronte a una vicenda di una gravità politica e istituzionale enorme- afferma il senatore e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Michele Barcaiuolo -. Apprendere che bambini delle scuole primarie e dell’infanzia avrebbero partecipato a un incontro alla presenza di un soggetto che la stampa indica come indagato per fatti riconducibili all’articolo 270-bis del Codice Penale – che punisce chiunque promuove, costituisce, organizza, dirige o finanzia associazioni che si propongono il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico – e il cui nome è stato associato a vicende riguardanti ambienti vicini ad Hamas impone risposte immediate. Lo stesso soggetto che, da quanto si legge, il 7 ottobre 2023, di fronte alla morte di 1200 persone, gioiva scrivendo sui social ‘Oh Dio Grazie’, con due cuori verdi. Non stiamo parlando di un normale dibattito culturale o accademico, ma di circostanze che, proprio perché coinvolgono minori, meritano il massimo livello di attenzione e trasparenza”.
“Ancora più incomprensibile appare tutto questo alla luce del clima che la città sta vivendo dopo l’attentato avvenuto il 16 maggio nel cuore di Modena. Nessuno intende sostituirsi alla magistratura o anticipare giudizi che spettano esclusivamente agli inquirenti, ma proprio per questo riteniamo che le istituzioni debbano adottare il massimo livello di prudenza quando si tratta di iniziative rivolte ai bambini. Se davvero sono stati fatti intonare slogan politici a minori di sei, sette o otto anni, siamo di fronte a qualcosa che non dovrebbe mai accadere in una scuola. I bambini non devono essere utilizzati per trasmettere messaggi politici o ideologici e meritano di essere tenuti lontani da conflitti, radicalizzazioni e contrapposizioni che appartengono al mondo degli adulti”, prosegue Barcaiuolo.
“In seguito all’inchiesta emersa oggi – aggiunge il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale a Modena, Luca Negrini – depositeremo un’interrogazione urgente in Consiglio comunale per comprendere come sia stato possibile organizzare un’iniziativa di questo tipo e a quale titolo siano stati invitati determinati soggetti all’interno di un percorso che ha coinvolto bambini così piccoli. Vogliamo sapere chi abbia autorizzato l’iniziativa, quale fosse il programma previsto, se i genitori fossero pienamente informati dei contenuti proposti. Quali siano gli insegnanti che hanno avvallato tale iniziativa e se tra essi ci sia stato qualcuno che ha inneggiato alla libertà della Palestina invitando i bambini a seguirli e quali valutazioni siano state effettuate prima di coinvolgere le scuole. Sono domande che riteniamo doverose e alle quali l’amministrazione deve fornire risposte chiare e puntuali”.
«Le scuole e i bambini non possono diventare strumenti di propaganda né essere trascinati dentro dinamiche politiche che non appartengono alla loro età e al loro percorso educativo. Al di là delle opinioni che ciascuno può avere sul conflitto in corso, riteniamo inaccettabile che minori vengano coinvolti in slogan, manifestazioni o iniziative che rischiano di trasmettere una lettura unilaterale di vicende estremamente complesse. La scuola deve insegnare a ragionare, non a schierarsi. Ed è proprio per tutelare questo principio che chiediamo massima trasparenza su quanto accaduto e sulle responsabilità di chi ha ritenuto opportuno organizzare un evento di questo tipo», conclude Negrini.
Anche l’ufficio scolastico regionale dell’Emilia-Romagna interviene sulla notizia: “Con riferimento alle recenti notizie di stampa relative ad un evento a cui avrebbero partecipato alunni di una scuola primaria e dell’infanzia di Modena, e al quale sembrerebbe aver preso parte anche una persona indagata per terrorismo, si rappresenta che l’Usr ha prontamente avviato approfondimenti per quanto di competenza. Verrà altresì disposto un accertamento ispettivo – sottolinea l’Ufficio scolastico – al fine di comprendere l’accaduto, fermi restando gli adempimenti non di pertinenza dell’Amministrazione scolastica”.
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