Anno: XXVIII - Numero 107    
Giovedì 4 Giugno 2026 ore 13:30
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Il pareggione all’orizzonte (senza nuova legge elettorale)

Governatori: Lega top con Stefani-Fedriga.

Il pareggione all’orizzonte (senza nuova legge elettorale)

Sondaggi politici Lab21 sui partiti con il maxi “pareggione” all’orizzonte, e sui principali Governatori più apprezzati: bene FdI, Pd e Lega, calo FI e M5s

Non c’è niente da fare, più si raccolgono i sondaggi politici in questo particolare scenario contemporaneo tra crisi globali, diatribe interne e addi importanti (gli ultimi “grossi” sono stati certamente Vannacci dalla Lega e la freschissima uscita di Pina Picierno dal Pd, ndr) e più si conferma all’orizzonte il maxi “pareggione” che potrebbe emergere dalle prossime urne politiche nazionali.

Tranne qualche raro isolato caso, gli istituti demoscopici concordano su un punto osservando lo scenario della politica attuale: se non cambierà la legge elettorale, il Centrodestra a guida Meloni e il Campo largo a guida Schlein/Conte potrebbero ottenere consensi molto simili, con l’impossibilità dunque di poter governare con una maggioranza stabile per i prossimi 5 anni.

C’è chi pensa allora nei “palazzi romani” a quali tipologie di scenari tecnici potrebbero emergere su consiglio del Colle, e chi invece si impegna per provare a modificare una legge elettorale in modo da garantire “stabilità”: a Meloni ma anche a Schlein non dispiacerebbe lo schema di base dello Stabilicum, ma trovare una quadra nei prossimi mesi per approvare il nuovo sistema elettorale sarà tutt’altro che semplice.

Eppure i numeri del pareggio-spauracchio sono lì a dimostrarlo: gli ultimi sondaggi politici raccolti da Lab21 per “Affari Italiani” confermano un 44,6% complessivo del Centrodestra contro il 45,1% unitario del Campo largo, senza possibilità di grandi variazioni almeno nel breve termine. FdI con Meloni sale al 29,6% e guida la coalizione davanti a Lega e Forza Italia, pari merito al 7,1%: Noi Moderati allo 0,9% completa il consueto campo tradizionale conservatore

Se si aggiungesse anche Vannacci all’area di Centrodestra ovviamente potrebbe cambiare qualcosa negli scenari politici, anche se al momento il 4% di Futuro Nazionale resta ancorato sui sondaggi politici e non su voti confermati sul territorio: nel Campo largo la situazione è diversa ma al contempo simile nei numeri, con il Pd al 20,3% che resta la prima forza davanti al 13,6% del M5s in lieve calo.

I Dem che perdono sempre più forze riformiste interne (prima Madia, oggi Picierno) e si spingono sempre più sul versante progressista-radicale, cementando però l’alleanza con AVS (oggi al 6,2% secondo Lab21) e con la stessa componente ex grillina. Chiudono le intenzioni di voto nazionali per Affari Italiani – aggiornate al 30 maggio 2026 – Renzi con la Casa Riformista al 2,8%, PiùEuropa al 2,2% con Magi e Bonino: fuori dalle coalizioni, per il momento, Azione con Calenda al 3,2% dietro all’ex generale Vannacci, ma davanti a Sud Chiama Nord di Cateno De Luca all’1,5%.

I Governatori della Lega in Veneto e Friuli: Alberto Stefani e Massimiliano Fedriga (Facebook Liga Veneta 2026)

Capitolo finale nei sondaggi politici Lab21 è la classifica dei Governatori più apprezzati nel mese di maggio, con la consapevolezza per la Lega di poter giocare ancora un ruolo importante per la guida e l’amministrazione dei territori più produttivi del Paese: in testa all borsino dei Presidenti di Regione troviamo infatti ancora Alberto Stefani nel Veneto, primo con il 63% sfiorato nelle preferenze, davanti al Governatore della Puglia Antonio Decaro (in quota Pd).

Sul podio un altro leghista, Fedriga dal Friuli Venezia Giulia, che tiene dietro di poco il n.1 di Regione Lombardia Attilio Fontana, in netta crescita al 61,5% sopra il neo Governatore della Campania Roberto Fico (M5s). A scendere tutti gli altri, da Pascale a Bucci fino a Rocca, Cirio e Proietti nella Top ten: analisi di coda invece Eugenio Giani, Pd-Toscana, e Renato Schifani, Governatore forzista della Sicilia.

Intenzioni di voto (Lab21 per Affari Italiani.

Area/Partito

%

Fratelli d’Italia

29,6%

Partito Democratico

20,3%

Movimento 5 Stelle

13,6%

Lega

7,1%

Forza Italia

7,1%

Alleanza Verdi Sinistra

6,2%

Futuro Nazionale (Vannacci)

4,0%

Azione

3,2%

Casa Riformista (Renzi)

2,8%

PiùEuropa

2,2%

Sud Chiama Nord

1,5%

Noi Moderati

0,9%

Coalizioni

Coalizione

%

Campo Largo (PD + M5S + AVS + Casa Riformista + PiùEuropa)

45,1%

Centrodestra (FdI + Lega + FI + Noi Moderati)

44,6%

Differenza

+0,5 punti Campo Largo

Se si considerasse anche Futuro Nazionale nell’area del centrodestra:

Scenario

%

Centrodestra + Futuro Nazionale

48,6%

Campo Largo

45,1%

Differenza

+3,5 punti Centrodestra

Governatori più apprezzati

Posizione

Governatore

Area politica

Gradimento

1

Alberto Stefani

Lega

circa 63%

2

Antonio Decaro

PD

poco sotto il 63%

3

Massimiliano Fedriga

Lega

oltre 61%

4

Attilio Fontana

Lega

61,5%

5

Roberto Fico

M5S

poco sotto Fontana

Tra gli altri citati nella Top 10 figurano Alessandra Todde Pascale, Marco Bucci, Francesco Rocca, Alberto Cirio e Stefania Proietti.

In coda vengono segnalati Eugenio Giani e Renato Schifani.

Analisi politica

  1. Il “pareggione” è il dato centrale

La fotografia del sondaggio mostra due blocchi quasi equivalenti:

  • Centrodestra: 44,6%
  • Campo Largo: 45,1%

Uno scarto di appena mezzo punto rientra ampiamente nel margine di errore statistico. Il messaggio politico è che nessuno dei due schieramenti appare in grado di prevalere nettamente.

  1. Meloni resta dominante nel centrodestra

Giorgia Meloni porta FdI vicino al 30%, mentre Lega e Forza Italia sono entrambe al 7,1%.

Questo significa che:

  • FdI pesa circa due terzi dell’intera coalizione.
  • La leadership di Meloni non appare in discussione.
  • Gli alleati risultano molto più deboli rispetto al partito principale.
  1. Il Campo Largo vive sull’asse PD–M5S

Il blocco progressista raggiunge il 45,1% grazie alla somma di:

  • PD 20,3%
  • M5S 13,6%
  • AVS 6,2%

La coalizione è quindi competitiva solo se mantiene unita l’alleanza tra Elly Schlein e Giuseppe Conte.

  1. Il fattore Vannacci può essere decisivo

Roberto Vannacci viene stimato al 4%.

In uno scenario di equilibrio perfetto, anche una forza di queste dimensioni potrebbe diventare decisiva:

  • se alleata al centrodestra, rafforzerebbe il blocco conservatore;
  • se autonoma, potrebbe sottrarre seggi utili alla coalizione.
  1. La Lega conferma la sua forza territoriale

Pur essendo al 7,1% nazionale, la Lega continua a esprimere alcuni dei governatori più apprezzati d’Italia:

  • Stefani in Veneto;
  • Fedriga in Friuli Venezia Giulia;
  • Fontana in Lombardia.

Questo suggerisce che il partito mantiene un forte radicamento amministrativo nel Nord, anche se non traduce completamente tale forza in consenso nazionale.

  1. La legge elettorale diventa il vero nodo

Con questi numeri, il sistema elettorale potrebbe risultare più importante delle oscillazioni tra i partiti.

Se i due blocchi restassero intorno al 45%:

  • una legge maggioritaria favorirebbe la formazione di un governo stabile;
  • una legge più proporzionale potrebbe produrre un Parlamento senza una maggioranza chiara e rendere necessari accordi post-elettorali.

Conclusione

Il sondaggio descrive una situazione di equilibrio quasi perfetto: Meloni mantiene il primato personale e FdI resta il primo partito, ma il Campo Largo riesce a compensare grazie all’alleanza tra PD, M5S e AVS. In questo contesto, piccoli partiti come quelli di Vannacci, Renzi o Calenda potrebbero diventare determinanti per la formazione di una futura maggioranza parlamentare.

 

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