Lavoro, denatalità e sicurezza: il confronto alla Nuvola
Tajani, Roccella e Rocca, al Festival del lavoro: focus su morti bianche, occupazione femminile, famiglia e immigrazione regolare.
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Denatalità, occupazione femminile, immigrazione e sicurezza sul lavoro. Sono questi i temi al centro della giornata inaugurale del Festival del lavoro dei consulenti del lavoro, aperto oggi alla Nuvola all’Eur di Roma, dove si sono confrontati rappresentanti delle istituzioni nazionali e regionali. Sul palco gli interventi del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, del ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità Eugenia Maria Roccella e del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca.
Un dibattito che ha intrecciato le trasformazioni del mercato del lavoro con le grandi questioni sociali e demografiche del Paese, dalla crisi delle nascite alla necessità di manodopera straniera, passando per il ruolo delle donne nel mondo del lavoro e il tema della sicurezza nei luoghi produttivi.
Ad aprire il confronto è stato il vicepremier Antonio Tajani, che ha legato direttamente il tema della denatalità alle esigenze produttive delle imprese italiane e alla gestione dei flussi migratori.
“Noi abbiamo un problema di decrescita nell’ambito demografico e dobbiamo capire se vogliamo fare più figli”, ha detto Tajani intervenendo al Festival del lavoro. Secondo il ministro degli Esteri, il calo delle nascite rischia infatti di avere un impatto sempre più pesante sul sistema produttivo e sulla disponibilità di lavoratori.
“Se facciamo più figli possiamo anche dire: bene, riduciamo il numero dei migranti regolari che vengono a lavorare nelle nostre imprese, ma se no noi non abbiamo lavoratori”, ha spiegato il vicepremier.
Per Tajani il rapporto tra denatalità e immigrazione è ormai inevitabile. “Più c’è denatalità, più abbiamo bisogno nelle nostre imprese di lavoratori stranieri”, ha aggiunto, sottolineando come il tema occupazionale sia strettamente collegato anche alle questioni dell’integrazione e dell’immigrazione irregolare.
“Con tutto quello che ne consegue: l’integrazione, i rischi di immigrazione irregolare”, ha concluso il ministro, richiamando un tema che in questi giorni continua ad animare il dibattito politico nazionale.
Sul fronte delle politiche familiari e dell’occupazione femminile è intervenuta Eugenia Maria Roccella, ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità, che ha rivendicato le misure adottate dal governo per sostenere la partecipazione delle donne al lavoro e favorire la natalità.
“Noi abbiamo agito su tre fronti, essenzialmente: trasferimenti diretti, servizi e conciliazione e promozione del lavoro femminile”, ha spiegato il ministro.
Secondo Roccella, le politiche introdotte avrebbero già prodotto primi segnali positivi. “C’è stato un piccolo ma significativo balzo avanti”, ha detto, riferendosi all’accesso delle donne al mercato del lavoro, rimasto stabile per anni. “Questo indica che la strada che stiamo percorrendo è quella giusta”, ha aggiunto.
Il ministro ha poi sottolineato come natalità, famiglia e pari opportunità rappresentino temi strettamente collegati. “Anche soltanto aver intitolato il mio ministero a questi tre elementi – natalità, famiglia e pari opportunità – indica una precisa visione dei problemi”, ha affermato.
Per Roccella, infatti, non è possibile affrontare il tema delle pari opportunità senza intervenire sulla questione familiare e sulla natalità. “Le pari opportunità, la natalità e la famiglia non possono non andare insieme”, ha spiegato.
Il ministro ha quindi affrontato il tema del divario salariale tra uomini e donne, sostenendo che il problema non dipenda dalle norme contrattuali ma dalle difficoltà di conciliazione tra lavoro e maternità. “Noi non abbiamo leggi che differenziano i salari femminili e maschili, i contratti nazionali funzionano per tutti”, ha ricordato.
“La differenza che invece c’è tra i salari è dovuta a una organizzazione del lavoro ancora non abbastanza amichevole nei confronti della genitorialità e in particolare della maternità”, ha aggiunto.
Roccella ha quindi ribadito la necessità di impedire che la maternità rappresenti un ostacolo professionale per le donne. “Le donne partoriscono e crescono i bambini e questo non può diventare un freno alla possibilità di realizzarsi nel mondo del lavoro e della carriera”, ha dichiarato.
Un fenomeno che continua ad avere effetti pesanti soprattutto dopo la nascita del primo figlio. “Abbiamo ancora troppe donne che dopo il primo figlio si licenziano”, ha sottolineato il ministro, rivendicando l’impegno del governo su natalità, famiglia e pari opportunità “con una grande capacità di visione e lavoro comune”.
A chiudere gli interventi è stato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che ha posto l’attenzione soprattutto sul tema della legalità e della sicurezza sul lavoro.
“Con il presidente Rosario De Luca ci siamo visti all’inizio del mio mandato per il patto sull’Asseco per garantire la legalità nella nostra Regione”, ha ricordato Rocca, sottolineando il rapporto di collaborazione avviato con il Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro.
Per il governatore del Lazio, il Festival rappresenta un momento importante di confronto in una fase di profondi cambiamenti del mercato occupazionale. “È importante questo evento per affrontare un mondo, come il mercato del lavoro, che sta attraversando un cambiamento epocale”, ha detto.
Rocca ha inoltre evidenziato il valore del confronto tra istituzioni e professionisti. “Momenti come il vostro sono infatti di grande aiuto per chi si trova nella grande responsabilità di amministrare”, ha spiegato.
Infine il presidente della Regione ha richiamato il tema delle morti bianche, definendo la sicurezza sul lavoro una priorità assoluta. “Il tema della sicurezza sul lavoro è fondamentale”, ha affermato.
“Troppi morti sul lavoro che ogni anno ci portano a piangere su qualcosa che si poteva evitare”, ha concluso Rocca.
La giornata inaugurale del Festival del lavoro si è così trasformata in un’occasione di confronto politico e istituzionale sui principali nodi che attraversano il Paese: denatalità, occupazione, immigrazione, sicurezza e sostenibilità del sistema produttivo italiano.
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