Vicinanza a Mattia Feltri, giornalista fra i pochi rimasti capaci di guardare a ogni potere senza inginocchiarsi.
La solidarietà dell'Unione a Mattia Feltri, giornalista fra i pochi rimasti capaci di guardare a ogni potere senza inginocchiarsi.
In evidenza
L’Unione delle Camere Penali Italiane esprime vicinanza a Mattia Feltri, giornalista fra i pochi rimasti capaci di guardare a ogni potere senza inginocchiarsi, e di farlo con un’ironia tale da cogliere nel segno e rendere facilmente comprensibile a tutti il cuore della sua critica.
Da anni Mattia Feltri racconta le storture del sistema penale con equilibrio, spirito liberale e attenzione alle garanzie dei cittadini, ricordando ostinatamente che la giustizia non coincide con il tifo, che la presunzione d’innocenza non è un fastidioso orpello e che i magistrati, come tutti, possono essere criticati.
Colpisce che l’Associazione nazionale magistrati torinese, per replicare a un suo articolo, abbia scelto il registro della pedanteria professorale, della superiorità cattedratica, quasi a voler impartire lezioni elementari a chi, evidentemente, conosce bene ciò di cui parla. Si è arrivati persino a suggerire che pubblicare il nome di due magistrati destinatari di una sanzione disciplinare sarebbe una specie di barbarie giornalistica. Si tratta della stessa prassi che quotidianamente tutti i giornali seguono non soltanto nei confronti di chi sia stato definitivamente condannato o sanzionato, ma persino di chi sia soltanto indagato o imputato e dunque ancora assistito dalla presunzione di innocenza, in nome del diritto di cronaca e dell’interesse pubblico, salvo le eccezioni previste dalla legge, a tutela delle vittime e delle situazioni particolarmente delicate.
Il comunicato dell’Associazione nazionale magistrati, del resto, conferma perfettamente che Mattia Feltri ha colto nel segno: per chi amministra la giustizia sembrano non valere le regole che valgono per chiunque altro. Ogni giorno il diritto di cronaca prevale, come è normale in una democrazia, sulla suscettibilità e sulla riservatezza dei protagonisti delle notizie, ma evidentemente non quando i protagonisti sono magistrati. In questo caso, si issa il vessillo della lesa maestà rivendicando l’intangibilità. Chi è chiamato ad applicare le regole rivendica con alterigia il privilegio di esserne dispensato
Altre Notizie della sezione
L’Inps cambia pelle
30 Luglio 2026Da ente previdenziale a motore del nuovo welfare italiano: più servizi digitali, meno burocrazia e un welfare personalizzato per cittadini, famiglie e imprese.
Export riparte, resta l’incognita dei crediti commerciali
30 Luglio 2026Atradius: le imprese tornano a crescere all'estero, ma proteggere liquidità e incassi è decisivo contro il rischio insolvenze.
Stretta anti maranza: acceso il dibattito sul disegno di legge.
30 Luglio 2026I ragazzi vanno responsabilizzati dando loro diritti e doveri
