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FdI perde il 2% e il PD arretra mentre cresce il M5S

Cala il consenso per Giorgia Meloni con FdI al 27,3%, mentre il PD scende al 22,3% e il M5S si rafforza andando all'11,7%

FdI perde il 2% e il PD arretra mentre cresce il M5S

Gli ultimi sondaggi elettorali certificano che la luna di miele fra gli italiani e Fratelli d’Italia è archiviata e che adesso per la premier Giorgia Meloni inizia la fase del lento logoramento. FdI perde il -2% calando al 27,3%.

L’euforia post-referendum abbandona il Partito Democratico di Elly Schlein, che calando del -0,7% va al 22,3%. Il Movimento 5 Stelle resiste incassando il +1,2% e andando all’11,7%.  

Chi sale e chi scende nei sondaggi politici

Questa pagina contiene le ultime rilevazioni dei sondaggi elettorali che mostrano chi guadagna e chi perde consenso nel confronto tra i partiti politici guidati dai vari leader. Ovvero Giorgia Meloni (FdI), Matteo Salvini (Lega), Elly Schlein (Pd), Giuseppe Conte (M5S), Antonio Tajani (FI), Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli (Avs), Matteo Renzi (Italia Viva), Roberto Vannacci (Futuro Nazionale), Riccardo Magi (+Europa), Carlo Calenda (Azione) e Maurizio Lupi (Noi Moderati).

Qui il sondaggio Only Numbers per Porta a Porta diffuso martedì 7 aprile, con rilevazioni al 6 aprile e con variazioni di voto rispetto al 4 marzo 2026:

  • Fratelli d’Italia –  27,3% (-2%);
  • Partito Democratico –  22,3% (-0,7%);
  • Movimento 5 Stelle –  11,7% (+1,2%);
  • Forza Italia –  8,8% (-0,2%);
  • Lega – 8,3% (-0,2%);
  • Alleanza Verdi e Sinistra –  6,5% (=);
  • Futuro Nazionale –  3,4% (+0,1%);
  • Azione –  3,2% (+0,4%);
  • Italia Viva –  2,4% (-0,2%);
  • +Europa –  1,9% (+0,5%);
  • Noi Moderati – 0,7% (+0,2%);
  • altri partiti – 3,5% (+0,9%).

Il sondaggio dà indecisi e astenuti al 44,7% (-1,2%).

Questa è la situazione delle coalizioni:

  • centro-destra – 45,1%;
  • centro-sinistra – 30,7%;
  • campo largo – 44,8%;
  • campo larghissimo – 48%.

Una precisazione: Only Numbers nel centro-destra non ha inserito Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, che si riserva di aderire solo dopo l’approvazione di un programma “di destra”. E nella voce “campo larghissimo” l’istituto ha inserito anche Azione di Carlo Calenda, il quale però si è detto distante dalle posizioni dell’attuale centro-sinistra.

La situazione alle elezioni europee dell’8 e del 9 giugno 2024:

  • centro-destra – 46,4%;
  • centro-sinistra – 32,1%;
  • Movimento 5 Stelle – 9,8%;
  • Terzo Polo – 7,1%;
  • altri – 4,7%.

Alle elezioni politiche del 25 settembre 2022:

  • centro-destra – 43,8%;
  • centro-sinistra – 26,1%;
  • Movimento 5 Stelle – 15,4%;
  • Terzo Polo – 7,8%;
  • altri – 6,9%.

Il campo largo

Galvanizzato dal post referendum, il Partito Democratico aveva segnato un balzo in avanti, decisivo affinché il campo largo (PDAVSM5S e IV) riuscisse a superare matematicamente il peso del centro-destra. Oggi, tuttavia, l’effetto “wow” resiste solo per il M5S mentre PD e IV arretrano e AVS rimane fermo.

Archiviato il referendum, a sinistra è braccio di ferro per la leadership. Ecco chi potrebbe essere il leader del campo largo:

  • Elly Schlein del PD essendo alla guida del partito di centro-sinistra di maggior peso sotto il profilo elettorale;
  • Giuseppe Conte del M5S che vince per gradimento nei sondaggi;
  • c’è poi l’ipotesi di un leader scelto con primarie che però non piacciono alla sindaca di Genova Silvia Salis;
  • avanza inoltre l’idea di un federatore esterno che possa fare da mediatore fra le varie forze in campo.

Ogni ipotesi sulla leadership progressista resta aperta.

Partiti che potrebbero rimanere fuori dal Parlamento

Alle elezioni politiche del 2027 si andrà a votare sapendo che una soglia di sbarramento al 3% impedirà ai piccoli partiti di entrare in Parlamento. Così funziona con il Rosatellum (attuale legge elettorale) e con lo Stabilicum (legge elettorale in cantiere).

Se si votasse oggi, resterebbero fuori dal Parlamento:

  • Italia Viva di Matteo Renzi (2,4%);
  • +Europa di Riccardo Magi (1,9%);
  • Noi Moderati di Maurizio Lupi (0,7%).

Fuori dal Parlamento anche tutti i piccoli partiti inclusi nella voce “altri”: Partito Liberaldemocratico, Democrazia Sovrana Popolare, Partito della Rifondazione Comunista, Movimento Drin Drin e Potere al Popolo, tra gli altri.

Per i piccoli, resta aperta la possibilità di correre in coalizione così da aggirare lo sbarramento.

Il reale peso dei partiti politici

Qui sotto il reale peso dei partiti politici, tolto quel 44,7% di indecisi e astenuti:

  • Fratelli d’Italia – 15,1%;
  • Partito Democratico – 12,3%;
  • Movimento 5 Stelle – 6,5%;
  • Forza Italia – 4,9%;
  • Lega – 4,6%;
  • Alleanza Verdi e Sinistra – 3,6%;
  • Futuro Nazionale – 1,9%;
  • Azione – 1,8%;
  • Italia Viva – 1,3%;
  • +Europa – 1,1%;
  • Noi Moderati – 0,4%;
  • altri – 1,9%.

Il dato su astensione e indecisione mostra come i partiti siano forti nei sondaggi ma deboli nella società: nessuno è in grado di mobilitare almeno un elettore su cinque. Il potere reale oggi non si gioca solo tra partiti, ma soprattutto nella capacità di mobilitare chi resta fuori dalle urne.

Qui Finanza

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