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Mercoledì 8 Aprile 2026 ore 13:15
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PARTE LA TRATTATIVA DEL CCNL DEI DIRIGENTI SANITARI.

Cimo-Fesmed: “Non firmeremo contratti al ribasso”

PARTE LA TRATTATIVA DEL CCNL DEI DIRIGENTI SANITARI.

Il 29 aprile si aprirà all’Aran la trattativa per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei medici e dei dirigenti sanitari, relativo al triennio 2025-2027. Una notizia accolta con favore dalla Federazione Cimo-Fesmed, che ringrazia il Ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, per aver finalmente riallineato i contratti al periodo di riferimento, e il Presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, per aver avviato tempestivamente il confronto, senza attendere la firma del CCNL del comparto.

È tuttavia su questo punto che si esauriscono le valutazioni positive. Cimo-Fesmed esprime infatti forte preoccupazione per l’atto di indirizzo emanato dalle Regioni, che potrebbe preludere a un arretramento della parte normativa del contratto, in particolare sull’orario di lavoro, nel tentativo di sopperire alla carenza di personale. Uno scenario che la Federazione non è disposta ad accettare.

“Se mancano medici, è necessario rimuovere il tetto alla spesa per il personale e procedere con nuove assunzioni. Il problema del fabbisogno non può e non deve ricadere sul contratto di lavoro”, dichiara Guido Quici, Presidente Cimo-Fesmed.

“Non firmeremo contratti al ribasso. Non accetteremo arretramenti e non consentiremo lo smantellamento di diritti conquistati in anni di trattative, a partire da orario di lavoro, attività fuori sede e pronta disponibilità – prosegue Quici – Ci opporremo con fermezza a qualsiasi tentativo di compromesso su questi temi”.

“Il nostro obiettivo è chiaro: difendere i dirigenti in ogni sede e pretendere il pieno rispetto dei contratti. Oggi stimiamo che nel 95% delle Aziende i Ccnl 2019-2021 e 2022-2024 non siano ancora applicati. Una situazione inaccettabile, che svilisce gli accordi nazionali e dimostra l’incapacità del sistema di garantire regole uniformi”.

“Al tavolo porteremo proposte concrete su alcuni punti qualificanti – aggiunge Quici – a partire da una revisione profonda della libera professione, ormai ancorata a modelli superati, e dall’introduzione dell’obbligo del 51% della rappresentatività aziendale per la firma dei contratti decentrati”.

“Parteciperemo al confronto con senso di responsabilità e spirito costruttivo. Tuttavia, a fronte di aumenti che non hanno recuperato l’inflazione dell’ultimo decennio e sui quali i sindacati non hanno voce in capitolo, non accetteremo passi indietro sulla parte normativa”, conclude Quici.

 

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