Grillini per il Sì al referendum sulla giustizia
Alcuni esponenti della prima ora del Movimento 5 stelle si sono schierati a favore della riforma della giustizia del governo.
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Da Dalila Nesci all’ex capogruppo alla Camera Francesco D’Uva:”Anche noi avevamo proposto il sorteggio”. I dubbi di Danilo Toninelli e quelli dell’ex comico, che potrebbe alla fine astenersi
“Ma non è che davvero vota sì?”. I più agitati in queste ore vanno a refreshare il blog di Beppe Grillo a intervalli regolari. Perché è lì che, spiegano a HuffPost dal suo entourage, “scriverà, se avrà qualcosa da dire sul referendum”. Il problema, in casa Movimento 5 stelle, è cosa. L’Elevato, ormai lontano dal movimento che ha fondato, non si è ancora espresso sul voto referendario. E, riferiscono i ben informati, potrebbe sciogliere il riserbo nelle prossime ore. Lo scenario più probabile è che il comico fondatore dei 5 stelle si astenga. E renda nota la sua astensione con qualche ragionamento criptico dei suoi.
“Sicuramente non voterà No”, filtra dal suo cerchio magico. Che voti Sì, appoggiando una riforma di Giorgia Meloni, viene considerato poco probabile. A mettere in allarme lo stato maggiore dei 5 stelle, che pure ostenta serenità c’è una certezza: comunque voti, al comico questa riforma non dispiace. C’è il sorteggio dei componenti del Consiglio superiore della magistratura, che a uno che voleva sorteggiare i parlamentari non può non piacere. C’è anche chi registra un cambio di mentalità del fondatore del Movimento rispetto a certi temi. Dopo aver affrontato la pesante vicenda giudiziaria del figlio, in un post di fine 2025 non aveva lesinato critiche nei confronti della giustizia. Una giustizia che, scriveva, “spesso procede con tempi e logiche lontane da ciò che appare davvero giusto”. Tutti segnali molto chiari. E pure un po’ preoccupanti per l’area contiana.
Ma se la posizione di Grillo ancora non è stata ufficializzata, ad ammettere che voteranno Sì sono alcuni grillini della vecchia guardia. Uno di questi è Francesco D’Uva. Oggi ha completamente cambiato casacca: da un mesetto fa parte di Nazione futura, il think thank di Francesco Giubilei. Eppure fino a pochi anni fa era nei banchi del Movimento 5 stelle. E non come parlamentare qualsiasi: è stato capogruppo alla Camera. In un video registrato con Giubilei dice tranchant: “Chi ha buona memoria si ricorderà che nella scorsa legislatura avevamo proposto noi il sorteggio. Chi non vuole che ci sia un collegamento tra politica e membri del Csm, credo debba votare sì”.
Vota sì, e pure convintamente, Dalila Nesci, da pochi mesi in Fratelli d’Italia ma fino al 2022 nelle file dei 5 stelle. Con il partito di Giuseppe Conte è stata sottosegretaria. Anche lei si premura di ricordare i pensieri contiani, il favore dell’ex premier per il sorteggio C’è poi Danilo Toninelli, che dopo aver lasciato intendere che avrebbe votato sì, oggi al Dubbio dice: “Sono combattuto tra un voto tecnico e un voto politico”. Ma dal suo ragionamento si evince una cosa: questa riforma gli piace. Tutti questi endorsement al sì arrivano in un contesto in cui l’elettorato 5 stelle è tutt’altro che compatto. Mentre la dirigenza, con Giuseppe Conte in primis, ha fatto campagna per il no, tutti i sondaggi fatti nei periodi in cui le rilevazioni erano possibili danno un risultato univoco: quasi un elettore su quattro, tra i sostenitori dei 5 stelle, è favorevole al sì. Non una buona notizia per Conte.
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