Anno: XXVIII - Numero 85    
Giovedì 30 Aprile 2026 ore 13:00
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Migranti, Piantedosi: sbarchi -40%, rimpatri +26%.

Il ministro al question time del Senato.

Migranti, Piantedosi: sbarchi -40%, rimpatri +26%.

Rispetto alla lotta all’immigrazione illegale “i dati aggiornati a ieri sugli sbarchi dall’inizio dell’anno fanno registrare il valore più basso dall’entrata in carica di questo Governo. Quest’anno stiamo registrando una riduzione del 40 per cento rispetto agli ultimi due anni durante i quali avevamo già registrato un trend in diminuzione del 37 per cento in confronto all’anno precedente al nostro insediamento”, lo ha detto il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, al question time del Senato. “Alla luce di questi elementi e dei dati appena riferiti la sola conclusione possibile è che il Governo proseguirà con determinazione la strada intrapresa per garantire legalità e sicurezza ai cittadini.

Significativo è anche il dato che riguarda i rimpatri: dall’insediamento del Governo, è stato costante un incremento del 15 per cento l’anno che, dall’inizio dell’anno in corso, è salito ulteriormente al 26 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025; l’anno scorso siamo arrivati a circa 7 mila rimpatri (tra forzosi e volontari) e quest’anno contiamo di superare la soglia dei 10 mila, livelli considerati irraggiungibili per il passato”, ha continuato. “Negli ultimi tre anni, grazie anche alla collaborazione dell’Italia con Libia, Tunisia e Algeria sono stati operati 81mila rimpatri assistiti con l’ausilio dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazione”, ha sottolineato Piantedosi, aggiungendo: “Puntiamo a rafforzare i rimpatri volontari assistiti anche dall’Italia così come all’ampliamento della rete dei Cpr, visto che dei reati commessi in Italia il 35 per cento risulta ascrivibile a cittadini stranieri con punte più alte che raggiungono il 48 per cento a Bologna, il 54 per cento a Firenze e il 55 per cento a Milano”, ha proseguito il responsabile del Viminale, concludendo: “Ecco perché stiamo pianificando una progressiva estensione dalla rete dei CPR, a partire dai territori in cui ce ne è più bisogno”.

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