Riforma dell’ordinamento professionale dei Commercialisti
Gli emendamenti parlamentari accolgono le proposte Anc.
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Gli emendamenti al disegno di legge delega di riforma dell’ordinamento dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, depositati in Commissione Giustizia da parte dei parlamentari, risultano sostanzialmente aver accolto le proposte emendative elaborate e presentate dall’Associazione Nazionale Commercialisti lo scorso 29 gennaio, in occasione dell’audizione in Commissione Giustizia della Camera.
Le proposte formulate dall’Associazione sono state così recepite nell’ambito del dibattito legislativo, su molteplici punti qualificanti della riforma, infatti, gli emendamenti parlamentari riprendono i contenuti delle proposte Anc.
Un esempio in tal senso riguarda gli emendamenti volti alla soppressione del riferimento ex legge 4/2013, tema dall’Associazione segnalato sin dal principio quale elemento critico sotto il profilo della chiarezza del perimetro professionale, della coerenza del sistema ordinistico, nonché della tutela della funzione di garanzia svolta nell’interesse pubblico.
Su molti degli emendamenti presentati dalle diverse forze parlamentari, si riscontra un pieno accoglimento delle osservazioni formulate dall’Anc, ciò a dimostrazione della loro fondatezza. Si ritengono di particolare rilievo:
– il rafforzamento della previsione normativa e superamento di formulazioni generiche o meramente programmatiche riguardanti i Comitati Pari Opportunità;
– circa l’esercizio della professione in forma associata, i chiarimenti sul perimetro e sulle garanzie ordinistiche;
– su equo compenso, con inserimento di un riferimento chiaro e coerente con il quadro normativo vigente;
– il rispetto della quota generazionale, come strumento di equilibrio e rinnovamento della rappresentanza, nonché del rispetto delle quote di genere;
– le modalità di voto, con esclusione di imposizioni tramite regolamenti o atti di natura non legislativa, riaffermando il primato della fonte primaria;
– la presenza degli Ordini territoriali in ogni circoscrizione, escludendo ipotesi di accorpamento o soppressione automatica, come paventato dal progetto di riforma;
– il limite dei due mandati, quale presidio di equilibrio istituzionale;
– l’approvazione del bilancio del Consiglio Nazionale da parte dell’Assemblea dei Presidenti, a tutela della trasparenza e della responsabilità;
– l’incompatibilità con cariche pubbliche e incarichi di nomina politica o ministeriale, a garanzia dell’indipendenza dell’autonomia della rappresentanza ordinistica;
– la disciplina delle specializzazioni, con apertura a nuove materie non ancora contemplate, ma senza introdurre riserve di attività interne all’albo;
– il tirocinio integrato nei percorsi universitari, senza sacrificare la qualità della formazione.
L’Associazione esprime il suo ringraziamento per la considerazione ricevuta dal legislatore, dal quale viene, evidentemente, ritenuta un interlocutore capace di apportare contributi qualificati e costruttivi nell’ambito del processo legislativo.
Anc continuerà a seguire l’iter della riforma e a mettere a disposizione il proprio contributo affinché sia possibile migliorare il testo finale della riforma, nell’interesse esclusivo della categoria e della professione.
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