Anno: XXVIII - Numero 36    
Giovedì 18 Febbraio 2026 ore 14:00
Resta aggiornato:

Home » Centrodestra, l’effetto Vannacci

Centrodestra, l’effetto Vannacci

Il nuovo partito al 2% ridisegna gli equilibri interni: Lega in affanno, FdI regge, Forza Italia osserva e attende.

Centrodestra, l’effetto Vannacci

L’ingresso di Futuro Nazionale nel panorama politico italiano non è soltanto un dato percentuale. Quel 2% registrato dall’ultimo sondaggio Dire–Tecné rappresenta un segnale politico preciso, circoscritto ma potenzialmente significativo. Non modifica gli equilibri parlamentari né mette in discussione la tenuta del governo, ma interviene in modo diretto sui rapporti di forza interni al centrodestra, aprendo una fase nuova soprattutto per la Lega e, indirettamente, rafforzando la centralità di Fratelli d’Italia.

Il primo elemento da cui partire è la tenuta del partito guidato da Giorgia Meloni. FdI cala leggermente ma resta al 30,8%, una percentuale che la mantiene saldamente al primo posto, con un vantaggio ampio su tutte le altre forze politiche. La flessione è contenuta e non assume i contorni di un arretramento strutturale. La leadership della premier rimane solida anche sul piano del gradimento personale, dove continua a dominare la classifica. Questo dato suggerisce che l’elettorato di Fratelli d’Italia sia oggi più fidelizzato rispetto al passato e meno permeabile a nuove offerte politiche collocate sullo stesso fronte.

Diversa è la situazione della Lega. Il Carroccio scende al 7,3%, segnando la perdita più consistente tra i partiti della coalizione. Il dato mensile indica un arretramento più marcato rispetto alla settimana, elemento che lascia intravedere una tendenza e non una semplice oscillazione momentanea. È proprio qui che si inserisce l’effetto di Futuro Nazionale. Il partito legato alla figura di Roberto Vannacci sembra intercettare una quota di elettorato leghista, in particolare quella componente più identitaria, sensibile ai temi della sovranità, della sicurezza e della difesa dei valori tradizionali.

Negli ultimi anni la Lega ha vissuto una trasformazione complessa: dalla fase espansiva che l’aveva portata a percentuali ben più alte, alla progressiva normalizzazione come forza di governo. Questo percorso ha comportato inevitabili compromessi e un riposizionamento più istituzionale. L’ingresso di una nuova formazione che parla con toni più netti e meno mediati può risultare attrattivo per chi percepisce un allontanamento dalle battaglie originarie. Il 2% di Futuro Nazionale, dunque, non appare come un fenomeno trasversale, ma come un prelievo selettivo nel bacino sovranista.

Se questo trend dovesse consolidarsi, per la Lega si aprirebbe un dilemma strategico: rincorrere il nuovo competitor su un terreno più radicale, rischiando tensioni nella maggioranza e una sovrapposizione di messaggi, oppure consolidare il proprio ruolo di forza governativa accettando una riduzione dello spazio elettorale. In entrambi i casi, il peso negoziale del partito all’interno della coalizione potrebbe risultare ridimensionato.

Nel frattempo, Forza Italia rimane stabile al 10,3%. La tenuta del partito guidato da Antonio Tajani rappresenta un elemento politico non secondario. In una coalizione dove la competizione si accende sul fronte identitario, Forza Italia consolida il proprio ruolo di riferimento per l’area moderata e governativa. Se la Lega arretra e FdI resta dominante, FI può rafforzare la propria posizione come secondo pilastro della maggioranza, incidendo maggiormente sugli equilibri interni e sulle scelte strategiche.

Nel complesso, la coalizione di centrodestra non appare oggi in crisi. La somma dei consensi resta ampia e competitiva. Tuttavia, si assiste a una ridefinizione degli equilibri interni: FdI sempre più centrale, Lega in fase di riposizionamento, Forza Italia stabile e potenzialmente rafforzata nel ruolo di forza moderatrice. Futuro Nazionale, con il suo 2%, non destabilizza ma introduce un fattore di pressione che potrebbe crescere nel tempo.

Sul fronte delle opposizioni, la dinamica appare più lineare. Il Partito Democratico sale al 22,1%, con una crescita costante che consolida il partito guidato da Elly Schlein come principale alternativa alla maggioranza. Anche il Movimento 5 Stelle, guidato da Giuseppe Conte, mantiene una posizione stabile intorno al 12%. Tuttavia, l’ingresso di Futuro Nazionale non produce effetti diretti sul campo progressista: si tratta di un fenomeno circoscritto al perimetro del centrodestra.

Anche il dato sulla fiducia nel governo contribuisce a delineare un quadro di stabilità vigilata. Il 43,3% degli italiani dichiara di avere fiducia nell’esecutivo, mentre il 49% esprime sfiducia. La forbice non è irrilevante, ma non mostra scossoni improvvisi. La maggioranza tiene, pur in un contesto di opinione pubblica divisa.

Le prospettive future dipendono in larga misura dalla capacità di Futuro Nazionale di consolidarsi oltre la soglia simbolica del 2%. Se il partito dovesse stabilizzarsi tra il 2 e il 3%, resterebbe una forza testimoniale, capace di influenzare il dibattito ma non di alterare gli equilibri complessivi. Se invece dovesse crescere verso il 4 o il 5%, la pressione sulla Lega diventerebbe strutturale, aprendo una competizione diretta per la leadership dell’area sovranista.

Per ora, l’effetto Vannacci è più politico che numerico. È un segnale interno alla coalizione, un campanello che indica la presenza di uno spazio elettorale sensibile a una proposta più radicale. Ma è anche la conferma della solidità di Fratelli d’Italia e della centralità della leadership di Meloni. In un sistema politico sempre più frammentato, anche un 2% può avere un peso strategico, soprattutto quando incide sugli equilibri di una maggioranza che governa il Paese.

Il centrodestra, dunque, resta competitivo e coeso sul piano formale, ma attraversato da una dinamica di riequilibrio interno. La vera partita non si gioca oggi sul terreno della sopravvivenza della coalizione, bensì su quello della sua futura configurazione: più identitaria o più istituzionale, più polarizzata o più moderata. La risposta dipenderà dall’evoluzione dei consensi e dalle scelte strategiche dei protagonisti.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter!Ricevi gli aggiornamenti settimanali delle notizie più importanti tra cui: articoli, video, eventi, corsi di formazione e libri inerenti la tua professione.

ISCRIVITI

Altre Notizie della sezione

Archivio sezione

Commenti


×

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.