Anno: XXVIII - Numero 32    
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Persone perbene per il No, per il Sì massoneria deviata e imputati".

Il magistrato al 'Corriere della Calabria': "Con la riforma, gli ultimi non avranno stesse garanzie dei potenti".

Persone perbene per il No, per il Sì massoneria deviata e imputati

Il referendum sulla Giustizia? “È certo che per il ‘No’ voteranno le persone perbene, le persone che credono nella legalità come pilastro importante per il cambiamento della Calabria. Voteranno per il ‘Sì’, ovviamente, gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”. Così i l procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri, in una intervista video rilasciata al ‘Corriere della Calabria’, risponde a Lucia Serino che gli chiede se ritenga che “territori storicamente un po’ trascurati dall’amministrazione dello Stato, come la Calabria, siano istintivamente sabotatori di tutto ciò che è l’amministrazione dello Stato, quindi anche del sistema della legalità”.

Da Gratteri arriva anche un appello al voto: “Penso che, in genere, a qualsiasi tipo di voto, i cittadini devono, hanno l’obbligo di partecipare. Altrimenti non ci si può lamentare che non cambi nulla o che tutto venga demandato agli altri. Dobbiamo sempre partecipare”. Quindi il procuratore sottolinea: “Penso che il pubblico ministero debba rimanere sotto la cultura della giurisdizione perché il pm nella sua testa deve essere anche giudice. Anche perché ha l’obbligo di trovare prove anche a favore dell’indagato”. E aggiunge: “Io non voglio un pubblico ministero più forte, lo voglio più sereno, che non abbia pressioni”.

Poi attacca: “Questa riforma è per i potenti e per i ricchi: se creiamo un pubblico ministero super poliziotto accade che il pm, che cerca prove ad ogni costo, non cercherà, non dovrà cercare più prove a favore dell’indagato, scandagliare ad esempio ciò che l’avvocato porta in istanza. Chi potrà fare indagini difensive? I ricchi, che vanno da un avvocato potente e costoso. Immaginiamo se un uomo qualunque venisse indagato: chi gli dà i soldi per cercare le prove? Questo è un passaggio importantissimo, una delle chiavi di tutta la riforma: gli ultimi, i deboli, non avranno le stesse garanzie dei potenti in tribunale”.

Da Tajani a Valditara, sdegno nella maggioranza (e non solo)

Sdegno nella maggioranza, e non solo, dopo le dichiarazioni del magistrato. Spiega il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un post su X: “Sono una persona perbene, non sono massone, non sono indagato e non sono imputato, non faccio parte di alcun centro di potere – scrive – E voterò convintamente SÌ al referendum sulla riforma della giustizia. Le parole del procuratore Nicola Gratteri sono un attacco alla libertà e alla democrazia che offendono milioni di italiani”.

”Non capisco tutta questa rabbia dei sostenitori del ‘no’. Che poi non entrano nel dettaglio, non discutono sui contenuti della riforma. Attaccano, offendono: ‘votano sì i mafiosi, i fascisti’…’ A tal proposito voglio ricordare che le carriere unificate le volevano i fascisti, i fascisti non volevano la separazione delle carriere…”, ha poi aggiunto, ospite di ‘Dritto e rovescio’. ”Gratteri ha detto che voteranno per il sì gli indagati, gli imputati e la massoneria deviata, quindi dovremmo votare no?”, ha chiesto il conduttore Paolo del Debbio. ”Io non sono né indagato, né imputato, né appartengo alla massoneria e comunque essere massone non è un reato, ma voto sì perchè sono convinto che questa riforma non va contro i magistrati ma è nell’interesse dei cittadini. Quello di Gratteri, insieme alle immagini” sui campioni olimpionici diffuso dal Pd, ”è il miglior spot per il sì. Minacciare, aggredire, insultare chi la pensa in maniera diversa, è veramente antidemocratico. Per questo le parole di Gratteri mi sembrano un attacco alla libertà di ciascuno”.

“Dal momento che, come riconosce anche il dr. Nicola Gratteri, sono molto attento ad una formazione dei giovani che educhi allo spirito critico, gli chiedo di indicarmi le scuole statali calabresi dove si sarebbe tenuta una propaganda a favore del Sì al Referendum. Se questi interventi impropri fossero realmente avvenuti, è per me importante conoscere le scuole coinvolte per poter intervenire nelle modalità previste dalla legge”, il commento all’Adnkronos del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, commentando le dichiarazioni del procuratore Gratteri durante un’intervista in una intervista video rilasciata al ‘Corriere della Calabria’.

“Io ho sempre avuto rispetto per il procuratore Gratteri e ho condiviso con lui tanti momenti di impegno contro la droga e contro ogni teoria favorevole alla legalizzazione di qualsiasi stupefacente. Ma oggi sono stupefatto di fronte alle sue parole. Io, come tanti italiani, voterò Sì e non sono un delinquente, non sono un massone, non sono un mafioso. Anzi, combatto ogni forma di illegalità. Mi chiedo come si può trovare oggi qualsiasi cittadino che voti Sì avendo una magistratura inquirente guidata da chi usa questo linguaggio. È un problema. Anzi direi che è il problema. Il referendum e la riforma della giustizia servono proprio per ribadire l’autonomia della magistratura che deve essere rispettata anche da chi, fruendone, non può trasformare il proprio ruolo in quello di un politico estremista ed intollerante, che considera i cittadini che non la pensano come lui dei delinquenti, quindi persone evidentemente da sottoporre ad indagine. Perché se è vero quello che dice Gratteri come procuratore dovrebbe indagare migliaia e migliaia di cittadini che votano Sì. E questo è il futuro che a sinistra alcuni augurano all’Italia? Stalin riterrebbe esagerate certe affermazioni”, dichiara il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri.

Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami, sono “gravissime le parole del procuratore Gratteri che per sostenere il No in un’intervista ha dichiarato testualmente che voteranno per il Sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata, tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente. Dichiarazioni indegne da parte di chi dovrebbe rappresentare la magistratura. Mi auguro che le Istituzioni, la magistratura, il Comitato per il No e le altre forze politiche condannino e prendano le distanze da questa assurda criminalizzazione di chi la pensa diversamente”.

“Sul referendum ho sempre auspicato un dibattito sereno, un confronto civile tra le diverse posizioni. Rimango pertanto basito dalla grave dichiarazione rilasciata dal Procuratore Nicola Gratteri che in una intervista ha sostenuto che ‘a votare Si saranno indagati, imputati, la massoneria deviata e i centri di potere’. Gratteri ricopre un incarico molto importante e la sua affermazione oltre ad essere priva di verità, offende milioni di cittadini che non voteranno come lui. Mi auguro possa tornare sui suoi passi anche perché la sua dichiarazione fa alzare e di parecchio i toni dello scontro politico”, dichiara Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica.

Adnkronos

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