Compensi ai professionisti, il Cno chiede chiarimenti attuativi
Tra le criticità l'aggravio procedimentale, il rischio di rallentamenti nei pagamenti e l’impatto sugli incarichi continuativi.
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Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro chiede al Mef chiarimenti applicativi sulla nuova disciplina che introduce una verifica preventiva di adempienza fiscale collegata al pagamento dei compensi professionali da parte delle Pubbliche Amministrazioni, segnalando il rischio di criticità operative e rallentamenti nei flussi di liquidazione. Lo evidenzia una nota inviata ai Consigli provinciali. Nel documento il Cno richiama i principali profili da monitorare: aggravio procedimentale per le amministrazioni – soprattutto in assenza di sistemi pienamente automatizzati – rischio di rallentamento dei pagamenti anche per prestazioni di modesto importo e possibili ricadute sui rapporti professionali continuativi, con il pericolo di interruzioni non correlate alla qualità della prestazione resa. La nota ricostruisce poi il quadro normativo introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 che, con l’inserimento del comma 1-ter all’art. 48-bis del DPR 602/1973, estende espressamente il controllo anche ai compensi professionali. A regime, prima di ogni pagamento, la PA dovrà verificare l’eventuale inadempienza del professionista rispetto a cartelle affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione; in caso di esito negativo, il pagamento può essere bloccato e le somme destinate, fino a concorrenza del debito, all’Agente della riscossione. Quanto ai tempi, la nota richiama l’avvio dal prossimo 15 giugno, con effetti da coordinare con il rinvio al 2027 previsto dal “milleproroghe”. Mentre è in corso un confronto tecnico istituzionale, il CNO confida che i chiarimenti attuativi da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze o della Ragioneria Generale dello Stato arrivino entro la primavera 2026.
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