Nuovo decreto sicurezza 2026: le misure nel testo in arrivo in uno dei prossimi Cdm
Il nuovo decreto sicurezza introduce zone rosse urbane, misure severe contro baby gang e minori, restrizioni su armi, regole per manifestazioni e immigrazione, più tutele per le forze dell'ordine.
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Il nuovo decreto sicurezza prevede una serie di misure restrittive che, da un lato, mirano ad aumentare le tutele nei confronti della cittadinanza e delle forze di polizia, dall’altro, introducono nuovi divieti e sanzioni per le aree urbane più problematiche, la delinquenza giovanile e i fenomeni legati all’immigrazione. Le modifiche legislative sono pensate per rispondere a sfide attuali e includono l’inasprimento delle pene e il rafforzamento dei meccanismi di controllo e prevenzione.
Le nuove zone rosse: cosa cambia con il decreto sulla sicurezza
I prefetti avranno ampliata la facoltà di istituire zone rosse, ovvero aree designate come particolarmente problematiche a causa di ripetuti episodi di illegalità. La novità introdotta consente la creazione di queste zone anche senza dover più motivare lo stato di urgenza o eccezionalità. Sarà sufficiente un’analisi delle forze di polizia per individuare non solo i luoghi, ma anche la durata della restrizione, che può essere prorogata senza limiti prefissati.
Nelle zone designatesaranno vietate la permanenza e la circolazione di persone segnalate per determinati reati, con ordini di allontanamento immediati e sanzioni accessorie come la sospensione di passaporto e patente. L’applicazione è rivolta a soggetti giudicati pericolosi, anche solo sulla base di una segnalazione o di una denuncia senza necessità di condanna definitiva.
Le misure di sorveglianza saranno rafforzate grazie alla crescente installazione di dispositivi di videosorveglianza e all’introduzione del riconoscimento biometrico negli stadi e negli eventi pubblici. L’intento è ridurre il rischio di reati e aumentare il livello di controllo in aree ad alta densità e trasversalmente esposte a episodi di microcriminalità.
Questa strategia applicativa mira soprattutto alla tutela di spazi sensibili come stazioni ferroviarie, scuole e parchi pubblici. Con l’incremento dei fondi destinati alla sicurezza urbana e un piano coordinato di interventi delle forze dell’ordine, il quadro si orienta verso un modello di prevenzione continua e mirata.
Stretta su baby gang e minori: divieti, sanzioni. ammonimenti
Il nuovo piano di sicurezza investe in particolare il contrasto alla violenza minorile e alle cosiddette baby gang, prevedendo una radicale estensione dei reati per i quali sarà possibile applicare l’ammonimento del questore anche ai minori tra i 12 e i 14 anni. Sono inclusi in questa categoria i reati di lesione personale, rissa, violenza privata e minaccia, soprattutto se commessi con armi o strumenti atti ad offendere.
I giovani dai 14 anni in su e i rispettivi tutori saranno sottoposti a nuove sanzioni amministrative: in caso di ammonimento per reati violenti o per episodi di cyberbullismo, il genitore o chi ha la responsabilità educativa del minore potrà vedersi imporre una multa che oscilla tra i 200 e i 1.000 euro, salvo dimostrazione dell’impossibilità di impedire il fatto.
Le tabelle di sintesi delle sanzioni principali:
Fascia d’età | Misura applicabile | Sanzioni per tutori |
12-14 anni | Ammonimento Questore | – |
Oltre 14 anni | Ammonimento + multa | 200-1.000 euro |
In caso di violazioni ripetute, vengono aggiunte misure accessorie come la sospensione della patente, del passaporto, oppure il ritiro del permesso di soggiorno per i soggetti stranieri. Per i minori coinvolti in reati di gruppo, è prevista anche la possibilità dell’arresto in flagranza, nonché l’applicazione di misure cautelari incrementate.
Non solo repressione, ma anche un richiamo diretto alla responsabilità educativa di genitori e tutori. L’obiettivo dichiarato è quello di arginare il disagio giovanile e responsabilizzare gli ambienti di riferimento attraverso sanzioni mirate e l’ampliamento dei poteri di intervento delle autorità di pubblica sicurezza.
Divieto di porto e vendita di coltelli: pene più severe e controlli
Alla luce dell’aumento di episodi di violenza con l’uso di armi bianche, il nuovo decreto Sicurezza introduce norme restrittive sul porto e la vendita di coltelli. Viene stabilito il divieto assoluto di porto di strumenti dotati di lama superiore a 5 cm se privi di giustificato motivo, con sanzioni penali che prevedono la reclusione fino a 3 anni. Se il reato avviene nei pressi di luoghi pubblici sensibili come banche, scuole, parchi, stazioni, le pene vengono aumentate di un terzo.
Multe ingenti e misure accessorie possono colpire chi detiene o trasporta questi strumenti senza valide ragioni. Tra le sanzioni accessorie, oltre alla sospensione della patente e del passaporto, può essere disposta la revoca della licenza commerciale e l’inibizione al rilascio del permesso di soggiorno:
- Per i commercianti, si introduce l’obbligo di tenere registri delle vendite e il divieto totale di vendere coltelli ai minori, anche tramite piattaforme online.
- Le sanzioni legate alla vendita non autorizzata possono raggiungere i 12.000 euro e includere la revoca della licenza.
- Genitori di minorenni coinvolti nell’acquisto o nel porto di coltelli sono soggetti a multe fino a 1.000 euro.
- Previsto l’arresto in flagranza per i minori sorpresi con armi illecite.
Le nuove disposizioni mirano non solo a punire, ma anche a dissuadere la diffusione di armi bianche tra i giovani, con un approccio che unisce azioni di prevenzione, controllo capillare e responsabilizzazione dei soggetti adulti responsabili.
Nuove regole e manifestazioni: Daspo urbano, fermi e multe
Nel tentativo di arginare episodi violenti durante manifestazioni pubbliche, il piano in esame introduce nuove regole di accesso e partecipazione a cortei e proteste. Non è più necessario un procedimento giudiziario definitivo per vietare la presenza a manifestazioni pubbliche a soggetti denunciati o condannati, anche con sentenze non definitive. Questa misura amplia le competenze delle autorità e prevede il cosiddetto Daspo urbano, cioè il divieto di accesso a infrastrutture e luoghi pubblici anche extraurbani in caso di reati durante proteste:
- Fermo preventivo fino a 12 ore negli uffici di polizia nei confronti di persone sospettate di poter creare disordini, anche in assenza di reati accertati.
- Perquisizioni sul posto e durante la notte in occasione di manifestazioni, per prevenire possibili minacce.
- Sanzioni amministrative fino a 20.000 euro per mancato preavviso all’autorità o per deviazioni dall’itinerario previsto.
- Ingresso di arresto in flagranza differita per reati commessi durante i cortei, ampliando gli strumenti repressivi a disposizione delle forze dell’ordine.
Le autorità potranno limitare la partecipazione pubblica anche ai soggetti semplicemente denunciati, non necessariamente condannati. I nuovi provvedimenti puntano a scoraggiare reati di piazza e a rafforzare la capacità delle autorità nel fronteggiare situazioni di emergenza nell’ordine pubblico. Il quadro sanzionatorio e le nuove pratiche di controllo hanno sollevato dibattito in merito alla proporzionalità delle misure e all’armonizzazione con i diritti costituzionali.
Stretta sull’immigrazione: espulsioni, rimpatri e paletti
Il nuovo testo pone accento su espulsioni e rimpatri accelerati, introducendo regole più stringenti sia per l’esecuzione degli ordini del questore sia per la permanenza negli appositi centri di permanenza per i rimpatri (CPR). In particolare, viene eliminato il diritto al gratuito patrocinio automatico per i ricorsi contro l’espulsione; la scelta obbliga a una precedente verifica della reale condizione economica dell’interessato.
In caso di secondo ordine del questore non rispettato, il rimpatrio diviene automatico e il soggetto può essere condotto anche in Paesi terzi con accordi specifici con l’Italia. È rafforzata la possibilità di interdizione temporanea delle navi (in particolare delle ONG) dall’ingresso nelle acque territoriali nazionali, fino a sei mesi, nei casi di rischio per sicurezza o ordine pubblico, atti terroristici, emergenze sanitarie o pressione migratoria eccezionale:
- I giudici vedono limitati i margini di intervento nella convalida delle misure di trattenimento e espulsione; viene recepito il principio del paese terzo sicuro in linea con il nuovo regolamento europeo entrante nel 2026.
- Restringimento delle condizioni per i ricongiungimenti familiari e riduzione dell’età dei minori che rimangono in accoglienza a 19 anni (prima 21).
Questa serie di misure trasforma in modo significativo le procedure amministrative e giudiziarie in materia migratoria, sottolineando come la sicurezza dei confini e l’efficienza delle procedure siano diventate prioritarie nell’agenda normativa.
Più tutele e scudo penale per le forze dell’ordine:
Tra le innovazioni più rilevanti figura l’estensione delle garanzie legali per le forze di polizia. Il pubblico ministero non procederà più automaticamente con l’iscrizione nel registro degli indagati quando sussiste una causa di giustificazione, come legittima difesa, adempimento di un dovere, uso legittimo delle armi o stato di necessità.
Questa tutela non è riservata esclusivamente agli agenti; anche i cittadini potranno beneficiarne se si troveranno nelle stesse condizioni. Per le forze dell’ordine, tuttavia, viene eliminata la sospensione automatica dal servizio in attesa di giudizio, mentre restano ferme le consuete garanzie difensive.
I procedimenti amministrativi e giudiziari nei confronti degli operatori del settore sicurezza verranno approfonditi solamente quando non vi siano cause evidenti di giustificazione. Di rilievo anche la previsione di nuove aggravanti per chi commette delitti non colposi contro giornalisti nell’esercizio delle loro funzioni.
Finanziamenti, sorveglianza e sicurezza nelle città e negli stadi
Il piano assegna nuovi finanziamenti alla sicurezza urbana e agli impianti sportivi. Una dotazione di circa 50 milioni di euro è destinata a rafforzare la sorveglianza nelle stazioni ferroviarie tramite collaborazioni tra Viminale, Ministero delle Infrastrutture e Gruppo Ferrovie dello Stato:
- Aumento dei sistemi di videosorveglianza in aree pubbliche e stadi.
- Introduzione di sistemi di riconoscimento facciale remota a posteriori negli impianti sportivi, attivati solo dopo la commissione di un reato.
- Possibilità di reperire risorse aggiuntive grazie a proventi delle contravvenzioni e alla tassa di soggiorno comunale.
Queste risorse sono indirizzate anche a innovare i meccanismi di vigilanza e premiare il lavoro delle polizie locali, fornendo strumenti di analisi e intervento sempre più sofisticati e interconnessi. Anche per i concorsi nelle forze dell’ordine, sono introdotti ulteriori requisiti e percorsi formativi specialistici.
Dal centrosinistra si alzano critiche all’approccio del governo e della maggioranza. Secondo Filiberto Zaratti, capogruppo di AVS in commissione Affari costituzionali della Camera
“È molto cinico, come fa la Lega, strumentalizzare un gravissimo fatto di cronaca come l’accoltellamento del giovane studente di La Spezia per giustificare l’arrivo di nuove norme restrittive. Se c’è una lezione che la destra dovrebbe imparare è che la repressione non garantisce sicurezza, per la quale occorrono azioni complesse e politiche sociali lontane dalle intenzioni di Meloni e Piantedosi”.
Per Sandro Ruotolo non serve punire senza prevenire e “la via securitaria intrapresa dalla destra di governo mostra tutti i limiti. Chi sbaglia non deve semplicemente pagare. Deve poter cambiare.
Vorrei sapere quante altri ragazzi devono morire, aggiunge – quanti restare feriti prima di capire che c’è una questione legata all’utilizzo delle lame in tasca in Italia. Non possiamo pensare che siamo il Far West. Il cattivismo della destra non ha portato a niente, a niente”.
Da parte sua Iv pronta a sostenere la proposta contro i coltelli. Faraone: ‘Favorevoli a tutte le misure che contrastano le armi’
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