Autostrade, dal 2026 aumento dell’1.5% dei pedaggi.
Adeguamento legato all’inflazione programmata. Il Ministero: “Impossibile intervenire dopo la sentenza della Corte costituzionale n 147/2023”.
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Dal 1° gennaio 2026 le tariffe autostradali saranno adeguate all’inflazione programmata con un incremento dell’1,5%. La misura segue la sentenza della Corte costituzionale che ha annullato il tentativo del Governo di congelare gli aumenti fino al completamento dei nuovi Piani economico-finanziari regolatori.
Secondo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dopo le decisioni della Consulta e le determinazioni dell’Autorità di regolazione dei trasporti (Art), non è più possibile intervenire per bloccare gli aggiornamenti tariffari.
“La sentenza contraria della Corte costituzionale ha vanificato lo sforzo del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e dello stesso governo di congelare le tariffe fino a definizione dei nuovi pef regolatori. L’Art ha poi determinato che l’adeguamento tariffario all’inflazione sarà del 1,5%”, afferma il Mit.
Nel dettaglio, non sono previste variazioni per Concessioni del Tirreno p.A. (A10 e A12), Ivrea-Torino-Piacenza p.A. (A5 e A21) e Strada dei Parchi p.A..
Sono invece stabiliti adeguamenti differenziati:
+1,925% per Salerno-Pompei-Napoli S.p.A.
+1,46% per Autostrada del Brennero p.A., in attesa di riaffidamento della concessione.
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