Anno: XXVIII - Numero 34    
Martedì 17 Febbraio 2026 ore 13:20
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Referendum, gli avvocati torinesi all’attacco «Alcuni penalisti sono fuori luogo»

La Camera penale presenta il Comitato per il sì. Sabato, dalle 10, i banchetti in piazza Carignano (domenica in piazza Castello).

Referendum, gli avvocati torinesi all’attacco «Alcuni penalisti sono fuori luogo»

Referendum, avvocati torinesi all’attacco (anche di colleghi): «Alcuni penalisti sono fuori luogo»

L’aria attorno al referendum per la separazione delle carriere — in entrambi gli schieramenti eh — è da battaglia di Highlander («Ne rimarrà solo uno»), figurarsi alla presentazione del Comitato per il sì dell’Unione Camere penali, martedì sera al castello di Lucento, nell’articolazione della Camera penale «Vittorio Chiusano»: «È una follia andare contro questa riforma — dice l’avvocato Claudio Strata — tra i penalisti c’è qualche eccezione, che considero fuori luogo».

Poco prima, l’aveva preceduto il collega Lorenzo Imperato: «Lasciamo stare quelli che hanno posizioni un po’ particolari». Conta vincere, stavolta: «È un momento decisivo, non possiamo sbagliare questo colpo — aggiunge — anche per chi è venuto prima di noi, come l’amico Roberto Trinchero». L’ex presidente della Camera penale scomparso nel gennaio 2024 e impegnato per la separazione, tra cartelli in piazza e raccolte firme. Di più, l’avvocato Roberto Capra, attuale numero uno, paventa segregazioni intellettuali: «Saremo identificati come quelli che sostenevano la separazione».

A coordinare l’articolazione locale c’è l’avvocato Maurizio Basile, vicepresidente della Camera penale: «Siamo in campo — attacca, davanti a un centinaio di colleghi, ritrovatisi per la festa di Natale — per una riforma costituzionale che nasce dalla nostra pratica quotidiana». Morale: «Sono 30 anni che attendiamo un giudice terzo e indipendente». La pensa così — sostiene — «la maggioranza silenziosa dei penalisti», di certo «i 19 mila iscritti alle Camere penali italiane». Ovvero: «Tutta l’avvocatura italiana è a larga maggioranza per il sì, è una battaglia di progresso».

Va all’attacco del fronte del no l’avvocata Emilia Rossi, responsabile dell’osservatorio carcere e già componente del Garante dei detenuti nazionale: «Ci sono due fake news che stanno girando tra magistrati, politici e avvocati, anche famosi, che si sono espressi qualche giorno fa». La prima: «Dicono: “Questa riforma non risolve i problemi, di computer, personale, i guai delle carceri”: ma perché questa riforma non è destinata a quello. È come se, di fronte alla riforma per l’esame sulla patente di guida, si obiettasse: “Eh, però non toglie le buche sull’asfalto”. Ma la riforma costituzionale rimette in assetto la magistratura con i principi del giusto processo».

Seconda fake news, continua: «Si sostiene: “Questa riforma distrugge la democrazia italiana, da qui in poi crolleranno tutte le colonne”. Falso: mantiene inalterati i principi sulla divisione dei poteri e sull’indipendenza dei magistrati». Ancora: «Mette sullo stesso piano chi accusa e chi difende». Su informazione, o propaganda, si sofferma pure Imperato: «Qui attorno a noi non c’è bisogno di convincerci, visto il bassissimo livello delle ragioni del no, ma dobbiamo spenderci per chi può avere dei dubbi o per chi può essere affascinato da fake news».

Di campagna referendaria parla ancora Strata, «qui come iscritto alla Camera penale (e non come consigliere dell’Ordine, ndr)», a proposito di scismi istituzionali: «Ai non addetti ai lavori dobbiamo dare risposte semplici e raccontare cosa succede nelle aule». Sarà dura, avverte: «Mai visto giudici e pm così compatti e vicini, ed è per questo che vanno separati». Allunga l’occhio sulla politica l’avvocato Alberto De Sanctis, ex presidente della «Vittorio Chiusano»: «Dobbiamo sfondare a sinistra». Poi: «Vi confido una conversazione con un giudice: “Con la separazione delle carriere come faccio a fidarmi di un pm?”, mi chiese. E io: “Lei non si deve fidare, neanche di me!». Ne fa uno slogan Davide Richetta, possibile candidato alla presidenza della Camera penale: «Separare per potersi fidare». Di fianco c’è il collega Antonio Genovese, pure indiziato come candidato al vertice: sorrisi e foto insieme, ora sono tutti dalla stessa parte.

Nel week-end, primi banchetti per il sì: sabato, dalle 10, in piazza Carignano, angolo Cesare Battisti; domenica, stessa ora, in piazza Castello, angolo via Garibaldi.

di Massimiliano Nerozzi Corriere Torino

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