Anno: XXVIII - Numero 5    
Venerdì 9 Gennaio 2026 ore 13:30
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“Boom dopo le Regionali”.

Le Regionali 2025 si chiudono con un equilibrio perfetto: un tre a tre tra centrodestra e centrosinistra, risultato ampiamente previsto dai sondaggi della vigilia.

“Boom dopo le Regionali”.

La conclusione della sfida territoriale riapre immediatamente il dibattito nazionale, spostando lo sguardo verso le elezioni politiche del 2027, appuntamento a cui Pd, M5s e Avs mirano ad arrivare uniti con l’obiettivo di contendere il governo alla coalizione al potere. Il voto regionale, pur senza scossoni decisivi, conferma dinamiche che ora si riflettono nelle intenzioni di voto fotografate dall’ultimo sondaggio Swg.
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La forza di Fratelli d’Italia e le prime letture del voto

Sul fronte del centrodestra, la leadership resta saldamente nelle mani di Fratelli d’Italia, che continua a essere il primo partito del Paese e si attesta al 31,6%, con un lieve guadagno dello 0,2% nell’ultima settimana. Il sondaggio è stato realizzato prima dei risultati definitivi di Campania, Veneto e Puglia, dunque servirà tempo per capire se l’effetto delle Regionali inciderà sulle intenzioni future. Nelle tre regioni, il partito di Giorgia Meloni mostra comunque un quadro sfaccettato: cresce ovunque, ma in Veneto non supera la Lega, che la doppia trainata dalla presenza capolista di Luca Zaia, mentre in Campania resta alle spalle di Forza Italia. Un segnale che potrebbe stimolare riflessioni interne sul peso territoriale delle diverse anime della coalizione.

Il campo largo e le strategie dell’opposizione

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Guardando al versante opposto, il Partito Democratico è la forza che segna l’incremento maggiore nell’ultima settimana, salendo al 22,3% grazie a un recupero di tre decimi. Il distacco da FdI rimane ampio, ma i dem sembrano concentrarsi soprattutto sulla costruzione del cosiddetto campo largo, considerato l’unico modo per rendere competitiva la sfida al centrodestra nel 2027. Non altrettanto positivo il dato del Movimento 5 Stelle, che registra il calo più marcato di questa rilevazione e scende al 12,5%. Resta da capire se il successo di Roberto Fico in Campania potrà tradursi in un recupero nelle prossime settimane.

Nel fronte progressista cresce leggermente anche Alleanza Verdi-Sinistra, che guadagna un decimo e arriva al 7%, uno dei livelli più alti da quando si è consolidata come terza forza dell’opposizione.

Gli equilibri interni al centrodestra e i partiti minori

All’interno della coalizione di governo, il rapporto tra Forza Italia e Lega rimane ravvicinato, con gli azzurri al 7,9% e il partito guidato da Salvini poco sotto al 7,7%. Entrambe le formazioni subiscono un lieve arretramento, pari allo 0,1%, in linea con l’andamento stabile ma privo di slanci che negli ultimi mesi le caratterizza.

Nel resto del panorama politico, Azione supera la soglia di sbarramento, salendo al 3,3% grazie a un incremento di un decimo. Italia Viva resta ferma al 2,5%, mentre le forze più piccole si mantengono su livelli marginali: +Europa scende all’1,4% e Noi Moderati all’1,2%, entrambe con un calo dello 0,1%.

Lo scenario verso il 2027

Con le Regionali 2025 concluse in perfetta parità, il panorama politico appare destinato a rimanere in equilibrio almeno nel breve periodo. Il quadro che emerge dal sondaggio Swg indica una competizione ancora fortemente polarizzata ma tutt’altro che congelata, con movimenti piccoli ma significativi nelle principali aree politiche. L’incognita maggiore resta l’effetto delle recenti elezioni territoriali sulle intenzioni di voto future e la capacità delle coalizioni di consolidarsi in vista del 2027, quando lo scontro tra centrodestra e campo largo potrebbe raggiungere uno dei momenti più decisivi della legislatura.

 

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