Tu Edilizia: il Cni auspica rapida approvazione della legge delega
Il Consiglio Nazionale ha espresso la sua posizione in occasione dell’incontro con l’on.le Mazzetti (FI).
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Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha incontrato oggi l’on.le Erica Mazzetti, Responsabile del dipartimento lavori pubblici di Forza Italia, con la quale ha avuto un incontro costruttivo su diversi dossier di co mune interesse, tra i quali quello della riforma del Testo Unico dell’Edilizia. Nell’occasione l’on.le Mazzetti ha riferito dell’audizione svolta ieri dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini presso l’VIII Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera sulle iniziative di riforma in materia edilizia e sulle politiche della casa. Il Ministro ha incentrato il suo intervento, in particolare, sul tema del Testo Unico dell’Edilizia e dell’emergenza abitativa. Va ricordato che nello scorso aprile nella stessa commissione è stata presentata la proposta di legge sul Tue, la cui relatrice è l’on.le Mazzetti. Successivamente è stato dato avvio alle relative audizioni, cui ha partecipato anche il Cni.
Il Consiglio Nazionale, come già affermato in altre occasioni, ritiene necessaria una riforma organica del Tue, la sola via per ottenere semplificazione, razionalizzazione e digitalizzazione correlate ad una nuova e moderna normativa urbanistica e alla corretta definizione di ruoli e responsabilità professionali e delle imprese. Apprende con favore che il Ministro Salvini ha proposto la via della legge delega sul TUE e che il testo resta fedele ai principi già espressi dal progetto di legge su cui ci si è confrontati presso l’VIII Commissione. A questo punto, auspica che la legge delega veda la luce nel più breve tempo possibile.
In merito alla questione dell’emergenza abitativa, il Cni rileva come il Salva Casa, sebbene abbia risolto alcune questioni relative alle piccole difformità, non risolva il problema in maniera organica e definitiva. Per questo auspica che venga varato al più presto un Piano Casa, al pari di quanto accade in altri paesi europei, anche al fine di intercettare i fondi che l’UE mette a disposizione per risolvere il problema abitativo.
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