Patronati ed equo compenso dell’avvocato: il chiarimento del Cnf
Il Cnf chiarisce che i Patronati non rientrano nell’equo compenso: compensi liberi, ma nel rispetto di dignità e proporzionalità.
In evidenza
Con il parere n. 226 del 10 ottobre 2025, l’Ufficio Studi del Consiglio Nazionale Forense ha fornito un’importante precisazione sull’applicabilità della legge n. 49/2023 in materia di equo compenso ai rapporti tra avvocati e Patronati. La questione, sollevata dal Consiglio dell’Ordine di Pavia, nasce dall’esigenza di comprendere se tali enti – che svolgono un’attività di pubblica utilità ma non rientrano tra le categorie economiche indicate dalla legge – possano considerarsi soggetti obbligati al rispetto delle prescrizioni sull’equo compenso.
Il Cnf ha colto l’occasione per delineare i confini soggettivi della normativa e per richiamare, al di fuori del suo ambito di applicazione, i principi generali di libera pattuizione e di dignità professionale che restano comunque vincolanti per gli avvocati.
Altre Notizie della sezione
Delitto di Garlasco, cosa cambia per Alberto Stasi
29 Settembre 2026L'avvocato Daniele Bocciolini del foro di Roma all'Adnkronos: "La Procura Generale, alla luce degli elementi investigativi raccolti dalla Procura di Pavia, potrà autonomamente presentare richiesta di revisione".
«Caccia alle streghe» e «metodi da Gestapo»
29 Settembre 2026I consiglieri del Csm chiedono una pratica a tutela dei Pm di Ravenna.
L’IA non prevalga sul lavoro dell’operatore del diritto
29 Settembre 2026Francesco Di Ciommo (prorettore della Luiss): «Resta centrale il ruolo del giurista».
