Il fisco pesa più sugli autonomi, che sui dipendenti
Confprofessioni durante l’audizione sulla manovra, no a iniquità pure sui pagamenti dalla Pa.
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“Sempre nell’ottica di una piena attuazione della riforma fiscale, Confprofessioni sostiene da sempre l’obiettivo prioritario dell’equità orizzontale”, e “soggetti che realizzano lo stesso ammontare di reddito devono essere sottoposti al medesimo carico fiscale, a prescindere dall’attività svolta.
Ad oggi, a parità di reddito, permangono significative differenze in termini di prelievi fiscali tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi – a tutto danno di questi ultimi”.
Lo si legge nella memoria che la Confederazione presieduta da Marco Natali e che, rappresentata dal vicepresidente Andrea Dili, ha sottoposto oggi alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, in un’audizione sulla Legge di Bilancio.
Peraltro, “il disallineamento tra tassazione dei redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo raggiunge livelli record proprio in corrispondenza dei redditi bassi e medi: un lavoratore autonomo con un reddito di 20.000 euro paga un’imposta di circa quattro volte superiore a quella dovuta da un lavoratore dipendente con il medesimo reddito. Per quanto difficile, occorre avere il coraggio di correggere queste iniquità”, si puntualizza.
Per Dili, inoltre, come affermato poco prima dagli esponenti del Consiglio nazionale dei commercialisti, è sfavorevole il parere sulla norma della manovra secondo cui “il regolare adempimento degli obblighi fiscali e contributivi da parte dei liberi professionisti che rendono prestazioni nei confronti delle amministrazioni pubbliche è condizione per il pagamento di compensi per attività professionale da parte delle medesime amministrazioni”. Una misura per Confprofessioni “sproporzionata, discriminatoria e, soprattutto, irrazionale, che appare in contrasto sia con le esigenze di semplificazione e accelerazione dei pagamenti dei compensi vantati dai professionisti nei confronti della Pa, sia con la necessità di dare piena attuazione al principio dell’equo compenso del professionista”, viene messo in luce nella memoria consegnata ai parlamentari.
Ansa
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