Anno: XXVIII - Numero 81    
Venerdì 24 Aprile 2026 ore 14:00
Resta aggiornato:

Home » Le pensioni degli avvocati: più alte e più basse

Le pensioni degli avvocati: più alte e più basse

La rivista La previdenza forense n. 1/2025, che pochissimi aprono dal cellofan, alle pagg. 35 e seguenti, ha pubblicato I numeri dell’avvocatura 2024.

Le pensioni degli avvocati: più alte e più basse

Mi soffermo sulle pensioni: le più alte e le più base.

Al primo posto assoluto si collocano i pensionati del Trentino Alto Adige e all’ultimo posto i colleghi della Calabria.

Le ragioni di tale classifica, non attengono certamente al merito, ma alla distribuzione sul territorio degli iscritti.

Il Trentino-Alto Adige ha una popolazione di 1.085.860 abitanti con 1.858 iscritti con una incidenza ogni 1000 abitanti dell’1,7. I pensionati sono 368 con una pensione media di € 43.720.

La Calabria ha una popolazione di 1.833.197 abitanti con 11.670 iscritti con una incidenza ogni 1000 abitanti del 6,4. I pensionati sono 1328 con una pensione media di € 21.001.

Utilizzando l’IA trovo che l’Italia ha in media circa 400 avvocati ogni 100.000 abitanti, che corrispondono a 4 avvocati ogni 1.000 abitanti, rendendola uno dei Paesi europei con la maggiore densità professionale. Questa media è significativamente più alta rispetto ad altri Paesi come Germania e Francia, dove il numero è rispettivamente di circa 200 e 100 avvocati ogni 100.000 abitanti e questo nonostante il numero complessivo di avvocati iscritti sia diminuito a partire dal 2021 di – 1,31%, nel 2022 – 0,75%, nel 2023 – 1,28% e nel 2024 – 1,56%.

Negli stessi anni il numero dei pensionati è aumentato parallelamente dell’1,30%, del 2,87%, del 4,48% e del 4,67%.

Sempre l’IA dice che la sovrabbondanza di avvocati in Italia è legata a fattori come la mancanza del numero chiuso nella facoltà di giurisprudenza che ha generato decenni di laureati senza una reale prospettiva economico professionale, portando ad un mercato saturo.

Aggiungo io anche perché la politica, di ogni colore, si è sempre disinteressata del problema, utilizzando l’avvocatura come area di parcheggio di laureati in giurisprudenza.

Il Congresso nazionale forense, pomposamente definito la massima assise dell’avvocatura italiana e che si terrà a Torino dal 16 al 18 ottobre p.v., di questi temi dovrebbe occuparsi piuttosto che della proroga dei mandati, che a me pare improponibile.

 

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter!Ricevi gli aggiornamenti settimanali delle notizie più importanti tra cui: articoli, video, eventi, corsi di formazione e libri inerenti la tua professione.

ISCRIVITI

Altre Notizie della sezione

Il decreto sicurezza

Il decreto sicurezza

24 Aprile 2026

Il decreto sicurezza presenta incostituzionalità evidenti; il Presidente potrebbe rinviarlo, ma procedure correttive e rischi di mancata conversione restano critici.

L’allegoria del cattivo governo

L’allegoria del cattivo governo

23 Aprile 2026

Nel ciclo pittorico del Ambrogio Lorenzetti sul Buono e Cattivo Governo (1338-1339), si rappresenta in forma allegorica come la qualità del potere politico incida direttamente sulla vita dei cittadini: il buon governo genera ordine e prosperità, mentre il cattivo porta rovina, paura e degrado.

Cosa rimane del Referendum?

Cosa rimane del Referendum?

21 Aprile 2026

Ho letto con molto interesse l’articolo "Il lascito della campagna referendaria. Un dialogo da alimentare e rapporti da coltivare", a firma della Direttrice scientifica di Giustizia Insieme, pubblicato lo scorso 1° aprile.

Archivio sezione

Commenti


×

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.