Le pensioni degli avvocati: più alte e più basse
La rivista La previdenza forense n. 1/2025, che pochissimi aprono dal cellofan, alle pagg. 35 e seguenti, ha pubblicato I numeri dell’avvocatura 2024.
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Mi soffermo sulle pensioni: le più alte e le più base.
Al primo posto assoluto si collocano i pensionati del Trentino Alto Adige e all’ultimo posto i colleghi della Calabria.
Le ragioni di tale classifica, non attengono certamente al merito, ma alla distribuzione sul territorio degli iscritti.
Il Trentino-Alto Adige ha una popolazione di 1.085.860 abitanti con 1.858 iscritti con una incidenza ogni 1000 abitanti dell’1,7. I pensionati sono 368 con una pensione media di € 43.720.
La Calabria ha una popolazione di 1.833.197 abitanti con 11.670 iscritti con una incidenza ogni 1000 abitanti del 6,4. I pensionati sono 1328 con una pensione media di € 21.001.
Utilizzando l’IA trovo che l’Italia ha in media circa 400 avvocati ogni 100.000 abitanti, che corrispondono a 4 avvocati ogni 1.000 abitanti, rendendola uno dei Paesi europei con la maggiore densità professionale. Questa media è significativamente più alta rispetto ad altri Paesi come Germania e Francia, dove il numero è rispettivamente di circa 200 e 100 avvocati ogni 100.000 abitanti e questo nonostante il numero complessivo di avvocati iscritti sia diminuito a partire dal 2021 di – 1,31%, nel 2022 – 0,75%, nel 2023 – 1,28% e nel 2024 – 1,56%.
Negli stessi anni il numero dei pensionati è aumentato parallelamente dell’1,30%, del 2,87%, del 4,48% e del 4,67%.
Sempre l’IA dice che la sovrabbondanza di avvocati in Italia è legata a fattori come la mancanza del numero chiuso nella facoltà di giurisprudenza che ha generato decenni di laureati senza una reale prospettiva economico professionale, portando ad un mercato saturo.
Aggiungo io anche perché la politica, di ogni colore, si è sempre disinteressata del problema, utilizzando l’avvocatura come area di parcheggio di laureati in giurisprudenza.
Il Congresso nazionale forense, pomposamente definito la massima assise dell’avvocatura italiana e che si terrà a Torino dal 16 al 18 ottobre p.v., di questi temi dovrebbe occuparsi piuttosto che della proroga dei mandati, che a me pare improponibile.
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