Pronto il bando per il Leoncavallo.
Lega e FdI protestano.
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A una settimana dallo sgombero del Leoncavallo sta per arrivare il bando che potrebbe dargli una nuova sede. Il Comune di Milano ha approvato le linee guida (propedeutiche alla pubblicazione del bando) per cedere un immobile di sua proprietà in via San Dionigi, zona Porto di Mare, nella periferia sud della città. Un’area per cui già lo scorso marzo l’associazione Mamme antifasciste del Leoncavallo aveva presentato una manifestazione di interesse, per cercare di regolarizzare la posizione dello storico centro sociale che però nel frattempo è stato sgomberato da via Watteau, dove stava da oltre 30 anni.
Dopo la pubblicazione del documento arriva la protesta di Lega e FdI che annunciano esposti alla Procura e alla Corte dei conti contro quella che definiscono “un’indecenza inaccettabile” ovvero l’affidamento di uno spazio pubblico al Leonka. In concreto, il bando del Comune prevedrà la cessione del diritto di superficie dell’immobile per un massimo di 90 anni.
Potranno partecipare diverse realtà, dalle organizzazioni di volontariato, ad associazioni, imprese e cooperative sociali, enti del terzo settore, società sportive. Chi decide di partecipare dovrà presentare un progetto con finalità di interesse pubblico e un piano economico-finanziario, con gli interventi di riqualificazione previsti. Infatti gli immobili sono in pessime condizioni e necessitano di interventi di ristrutturazione e bonifiche (circa 300 mila euro solo per l’amianto e l’allacciamento alla rete fognaria).
“Ovviamente il fatto che ci sia questo bando, che il Comune di Milano continui a essere disponibile, è un fatto positivo”, è il commento a caldo di Marina Boer, presidente delle Mamme del Leoncavallo. Associazione che probabilmente non potrà partecipare al bando a causa delle pendenze con il Viminale, che si è rivalso sull’associazione per avere i 3 milioni di euro dopo la condanna a pagarli al gruppo Cabassi per il mancato sgombero dell’ex cartiera di via Watteau. A partecipare al bando con tutta probabilità sarà la Fondazione creata nel 2004 dal Leoncavallo, anche se sarà da capire l’aspetto economico perché sono previsti investimenti ingenti per la ristrutturazione dell’immobile e questo può rappresentare un problema.
Intanto la Lega e Fratelli d’Italia annunciano battaglia: “E’ un’indecenza inaccettabile – spiegano la vicesegretaria del partito Silvia Sardone e il segretario della Lega a Milano Samuele Piscina – Siamo pronti a presentare un esposto in Procura e alla Corte dei Conti”. Il documento approvato dal Comune “è una porcata che Beppe Sala e la sinistra hanno confezionato ad hoc per assegnare una nuova casa ai delinquenti del centro sociale”. Anche il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato annuncia un esposto a Procura e Corte dei conti “per l’ennesimo sfregio alla città e ai milanesi”.
In attesa di confrontarsi sulla partecipazione al bando i militanti dello storico centro sociale si preparano per l’assemblea pubblica del 2 settembre, in preparazione del corteo nazionale indetto per il 6 contro lo sgombero, per cui sono già arrivate “parecchie adesioni”, con una prima stima che ipotizza circa 70 mila presenze.
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