GENOVA SPEGNE LE LUCI
Il ministro del lavoro chiude in bellezza sabato il Festival cel Lavoro.
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Marina Calderone replica, dal palco del Festival del lavoro, a Genova, ad una domanda sul suo stato d’animo, se fosse, cioè, “serena”, a seguito di alcuni articoli comparsi recentemente sulla stampa che riguardavano la sua laurea e la sua precedente attività di presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro.
E, aggiunge di aver già raccontato, in passato, “per quale motivo ho deciso di congedarmi temporaneamente da una categoria che mi ha dato tutto, per giocare questa partita: ero diventata nonna da poco, ho pensato che noi, ai nostri figli, ai nostri nipoti, non possiamo regalare solo una quota del debito pubblico”, ma “dobbiamo, invece, accompagnarli a costruire una dimensione di vita che sia migliore di quella, già buona, che abbiamo potuto vivere”. Calderone prosegue, affermando di avere “la serenità di poter dire che il 22 ottobre del 2022 ho giurato, davanti al Presidente della Repubblica, di svolgere con onore il compito di ministro del Lavoro”, e “ancora prima, come tutti i professionisti italiani, avevo giurato di comportarmi in modo etico e di rispettare il codice deontologico della mia professione”, quella di consulente del lavoro. “Non sono mai venuta meno a questi principi, e non verrò mai meno fino a quando avrò la fortuna di poter fare il lavoro che amo, e di occuparmi di ciò che so fare. Non ho mai preteso di fare ciò per cui non avevo studiato e approfondito i temi”, conclude.
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