Avvocatura imbavagliata a Torino
Il Cnf scopre le carte: riforma direttamente in Parlamento prima del Congresso.
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Il Congresso forense, con l’abolizione dell’Oua, è stato trasformato in una rappresentazione teatrale, priva di significato politico e di spessore. Non serve alla categoria né a esprimere consenso o dissenso condivisi su qualunque riforma. Credo che anche il potere politico sappia che dietro le richieste provenienti dalla rappresentanza nazionale non c’è alcuna condivisione del percorso e/o del progetto di riforma (ossia non c’è una base) e, d’altra parte, le pressioni che vengono esercitate sul governo o sul parlamento non si fondano su un’idea di giustizia o di avvocatura ma solo sulla possibilità di esercitare su referenti politici ben individuati influenze che coincidano con gli interessi del momento di chi intenda intestarsi tale riforma. Sempre ammesso che questi referenti politici interessati (per le ragioni più disparate) alla riforma trovino poi un interesse speculare della maggioranza di governo a calendarizzare, discutere e far votare il progetto dandovi la precedenza rispetto ad altro.
Avvocato Annamaria Introini da Facebook Mga
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