È il momento per contestare la rappresentanza in tutte le istituzioni forensi
Nel dissenso e malcontento diffuso, a distanza di un anno dalla Sentenza della Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite in tema di doppio mandato
Nel caos delle riforme accettate con supina riverenza dalle rappresentanze forensi in cambio del silenzio/ omissione dei poteri di vigilanza del ministro, non c’è più chi non vede la sfacciata esternazione del patto “tra istituzioni forensi e politiche”. Il silenzio sulle riforme, da parte delle istituzioni forensi è stato il prezzo per garantire agli illegali, plurititolati, l’immunità prolungata nelle posizioni acquisite e “scheloritazzate”.
La professionalizzazione della categoria, ottenuta con la corresponsione dei gettoni, continua ad avere il suo corso…l’avvocatura “distratta” dagli strafalcioni televisivi e social continua ad agitarsi …ma tutto continuerà fino a quando il patto scellerato tra ministro e massima rappresentanza forense non sarà sciolto e salvo altre “manovre dilatorie”. Nel mentre si dichiara espressamente che “Il Cnf ha un problema…(cit.)” il danno alla classe forense continua … in termini di funzioni attribuite, di indipendenza, di vero decoro professionale e dell’immagine. Il commissariamento del Cnf resta l’unica via percorribile ed invocabile in un clima di “sfiducia” nelle istituzioni politiche e forensi. Il vero problema è la rappresentanza… in tutte le istituzioni forensi. Abbiamo consentito alle consorterie presenti all’interno dell’avvocatura il diritto a prevaricare le istituzioni e la società. Ed è su questa forma di abuso che si sono costruiti i cosiddetti sistemi di potere locali. Sistemi a loro volta amorali e ramificati in mille reticoli collaterali sino alle massime rappresentanze. L’oligarchia del partitismo amorale governa allo stesso modo delle vecchie e più feroci monarchie. Vincoli morali artificiali, legami d’affari, uso privatistico e sciagurato delle risorse sono le caratteristiche di questo apparato di potere. Il partitismo amorale dell’avvocatura è funzionale a quell’aristocrazia degli interessi su cui si fonda un sistema che nulla ha a che vedere con la tutela dei diritti , sulla rappresentanza democratica fondata su un consenso liberamente acquisito e sul ricambio generazionale nei ruoli ricoperti. Occorre acquisire coscienza che è momento per dare voce e concretezza ad un Movimento Riformista dell’Avvocatura che assuma come punto di partenza la cacciata degli illegali dalle istituzioni forensi.
Altre Notizie della sezione
Avvocatura unita, sulle intercettazioni FI non arretra
24 Luglio 2026Paolo Sisto esalta la riforma forense e rilancia il garantismo: no alle intercettazioni "a strascico" e stop alle fughe in avanti sulla legittima difesa.
La riforma dell’ordinamento forense
23 Luglio 2026E i mancati introiti contributivi per Cassa Forense.
Roggero, gli indignati e il confine dello Stato di diritto
22 Luglio 2026La legittima difesa ha limiti invalicabili: la politica non può trasformare un omicidio in una battaglia ideologica.
