È arrivata l’ora di Pier Silvio?
Da mesi si rincorrono i rumor sulla discesa in politica di Pier Silvio Berlusconi. L’aprile 2025 potrebbe essere il momento della discesa in campo di Berlusconi jr .
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Il rampollo potrebbe approfittare di una sconfitta del centrodestra al referendum sull’autonomia per ripercorrere le orme del padre: mettere in piedi una nuova Forza Italia, aperta a diritti e minoranze, europeista e atlantista.
A quel punto, le elezioni anticipate sarebbero inevitabili. È ormai chiaro che il governo Meloni non cadrà mai per mano dell’opposizione, spompata e inetta, ma solo attraverso un’implosione dell’alleanza di centro destra.
La diffidenza di Marina, terrorizzata dall’ipotesi che il fratello finisca fagocitato da battaglie mediatiche e giudiziarie, come il padre…
Giorgia Meloni, finora, ha opposto un “me ne frego” all’ipotesi di dimissioni in caso di sconfitta al referendum (“Mi chiedono, ‘se non passa è un problema?’. Chi se ne importa. Non sono pronta a dimettermi qualora venisse bocciato il referendum. Io arrivo alla fine dei cinque anni e chiederò agli italiani di essere giudicata. Se la riforma non passa gli italiani non l’avranno condivisa. Tutto il resto sono speranze della sinistra”).
Eppure, in caso di bocciatura della riforma, è difficile pensare che Salvini e la Lega restino zitti e buoni in maggioranza. Quel che è certo, è che il Governo Meloni non sarà mandato a casa dalle opposizioni, divise e inette, ma solo da un’implosione dell’alleanza di centrodestra.
Elly Schlein, infatti, vede il Pd calare nei sondaggi, nonostante tutti i guai del governo (ultimo, il caso Sangiuliano-Boccia, e prossimo quello Santanché). Non ha un interlocutore affidabile, visto che Giuseppe Conte è appeso alla costituente del M5s e ha uno scontro aperto, dall’esito ancora incerto, con Beppe Grillo.
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