Giù le mani dalla prescrizione. Avvocati in rivolta
Prosegue fino a domani la a maratona oratoria dei penalisti contro l’abolizione della prescrizione
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“Fine processo mai” a causa dell’abrogazione della prescrizione voluta dal ministro Bonafede. Le Camere penali non ci stanno. Astensione della stessa da lunedì 2 a sabato 7 dicembre. Astensione dell’intera avvocatura da tutte le udienze e attività giudiziarie nella giornata di venerdì 6 dicembre. La “legge spazza-corrotti” spazzerà davvero via i corrotti? Staremo a vedere. Di sicuro spazzerà via la prescrizione e lo farà a partire dalla conclusione del giudizio di primo grado. Così legiferando, il cittadino coinvolto in un processo, sia esso imputato o parte offesa, rimarrà in balia della giustizia (ingiustizia) penale per un tempo illimitato. In rappresentanza di tutti gli avvocati contro la nuova norma si schiera Carlo Calenda, leader di Azione “L’Italia è un Paese garantista e il M5 – dice – è pericoloso quanto i sovranisti. C’è un grande rischio di populismo giudiziario e politico e la democrazia liberale non può essere smantellata da Bonafede e Di Maio”. Così, intervenendo alla maratona oratoria dell’Unione camere penali contro la riforma Bonafede sulla prescrizione. “La nostra è una battaglia dell’avvocato a tutela del cittadino. La prescrizione per quanto si divertano a spacciarla per tale non è un espediente dall’avvocato ‘azzeccagarbugli’ che vuole sfuggire ai processi e allungare il brodo”, gridano gli avvocati. L’istituto, al contrario, facendo sì che vi sia un termine entro il quale un delitto può essere perseguito, nasce proprio al fine di tutelare la serenità e la dignità di ogni cittadino. “Per chi tiene una condotta all’età di vent’anni vedersi giudicati a quaranta cambia completamente lo scenario, il giudice che irrogherà la pena apparterrà a due generazioni successive rispetto all’epoca del fatto”, sentenziano. Non possiamo che essere sconfortati, stupiti e amareggiati di fronte alla corrida di dilettanti allo sbaraglio che si sta esercitando in queste ore e in questi giorni in merito al dibattito sulla giustizia. C’è un grosso problema di credibilità per una classe dirigente politica che schiaccia il pedale del populismo, che parla di prescrizione veicolando vere e proprie baggianate e addossando la colpa agli avvocati, e che pure nel momento della presentazione della supposta grande riforma del processo civile – basta leggere il contenuto delle slide illustrate ieri nel corso della conferenza stampa al termine della riunione del Consiglio dei Ministri – fa mostra di impreparazione, approssimazione e scarsa conoscenza del lessico tecnico-giuridico
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