La separazione delle carriere fra giudici e pm.
Finalmente. Forse
In evidenza
Forse stavolta è la volta buona. Forse, molto forse. La corporazione mediaticamente potente dei magistrati farà di tutto per sabotare una riforma che ripristinerebbe le basi di uno Stato di diritto, i tempi sono lunghissimi e rischiano di andare oltre la fine di questa legislatura. È giusto essere scettici, e anche un po’ increduli. Ma è un fatto che il Consiglio dei ministri, sotto la spinta del ministro Carlo Nordio, ha approvato il disegno di legge costituzionale per la separazione delle carriere tra giudici e magistrati dell’accusa.
Diranno che è un vulnus all’indipendenza della magistratura. Ma non diranno che la separazione delle carriere è ordinamento vigente in Spagna, Germania, Svezia, Portogallo, Inghilterra, Stati Uniti, Australia, Canada, Nuova Zelanda, India, Giappone, e altri e non lo è Italia, in Francia, in Turchia, in Bulgaria, Romania e altri.
Finalmente aumenteranno le garanzie per tutti i cittadini, tutti, indistintamente, di essere giudicati da un giudice terzo.
Finalmente viene messa una barriera tra chi giudica, la cui terzietà deve anche apparire, oltre che ovviamente essere, ineccepibile, e il magistrato dell’accusa.
Finalmente accusa e difesa vengono messi sullo stesso piano.
Finalmente chi giudica gli atti dell’accusa non chiamerà collega chi è solo una parte del processo.
Finalmente un bagno di imparzialità libererà le aule dei tribunali da sospetti di parzialità.
Finalmente uno squilibrio viene corretto.
È quello che vorremmo scrivere quando la riforma verrà approvata. Prima è giusto essere molto prudenti e le resistenze corporative saranno fortissime. Ma intanto…
Altre Notizie della sezione
Forza Italia insieme al Pd, il sogno di mezza estate di Marina B.
31 Luglio 2026È solo una suggestione, ma cosa succederebbe se nessuna delle coalizioni riuscisse ad assicurarsi il premio di maggioranza previsto dal Melonellum?
Grillo riapre i giochi e il campo largo vacilla
30 Luglio 2026Il possibile ritorno del fondatore riaccende la crisi del M5S e mette in discussione gli equilibri dell'opposizione.
Proprio non s’intendono.
29 Luglio 2026Pd e M5s fanno scintille in Parlamento su Ucraina, Tav e Safe.
