Necessario adeguare il limite di reddito all'inflazione nel gratuito patrocinio
Cnf e Ocf hanno chiesto al ministero della Giustizia e al ministero dell’Economia e delle Finanze di aggiornare i parametri economici per l’accesso al patrocinio a spese dello Stato, tenendo conto dell’aumento dell’inflazione
Il Consiglio Nazionale Forense (Cnf) e l’Organismo Congressuale Forense (Ocf) hanno approvato due documenti convergenti sulla necessità di richiedere al ministero della Giustizia e al ministero dell’Economia e delle Finanze di aggiornare i parametri economici per l’accesso al patrocinio a spese dello Stato, tenendo conto dell’aumento dell’inflazione, per non incorrere nell’effetto paradossale di escludere dall’istituto persone effettivamente bisognose.
Nei due documenti, Cnf e Ocf chiedono di aggiornare il limite di reddito per l’accesso al patrocinio a spese dello Stato tenendo conto della variazione del costo della vita del biennio 2020 – 2022 invece che della variazione Istat del biennio 2018 -2020.
Secondo gli avvocati “operando l’adeguamento dei limiti di reddito per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato con un intervallo temporale di due anni rispetto alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo, si verifica l’effetto paradossale che il limite di reddito viene abbassato dopo un periodo nel quale la variazione dell’indice dei prezzi al consumo è aumentato, come è accaduto nel periodo che va dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022, in cui la variazione è stata pari al 9,4 per cento”.
Secondo quanto previsto dall’articolo 77 del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, l’obiettivo principale è di evitare che l’aumento dell’inflazione tagli fuori dalla difesa a spese dello Stato le persone effettivamente bisognose.
Il rischio, quindi, è che il mancato adeguamento del limite reddituale di accesso all’istituto possa comprimere il diritto di difesa delle fasce di popolazione economicamente più deboli.
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