L’EQUO COMPENSO VERSO IL TRAGARDO
Prima del via libera finale alla legge categorie in pressing per i parametri ancora fermi al 2012-13.Prima del via libera finale alla legge categorie in pressing per i parametri ancora fermi al 2012-13.
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Ripartirà oggi pomeriggio, dopo la pausa parlamentare dovuta alle elezioni regionali nel Lazio e in Lombardia, in Commissione Giustizia al Senato, l’esame del disegno di legge sull’equo compenso per le prestazioni dei liberi professionisti.
Nei giorni scorsi, durante un convegno promosso dall’Aiga (Associazione italiana giovani avvocati), a Milano, la relatrice del provvedimento, la senatrice della Lega Erika Stefani, aveva messo in evidenza l’intenzione della maggioranza di procedere celermente al varo dell’iniziativa legislativa sulla giusta remunerazione dei lavoratori autonomi, identica a quella che, nella passata Legislatura (nel luglio del 2022), aveva sfiorato l’approvazione definitiva nell’Aula di palazzo Madama, prima della caduta del governo guidato da Mario Draghi.
Il testo, frutto dell’unificazione di proposte normative di FdI e della Lega, ha ricevuto il via libera dell’Assemblea della Camera, senza modifiche e all’unanimità, il 25 gennaio scorso. Fra i capitoli salienti del disegno di legge del centrodestra c’è l’obbligo di corrispondere emolumenti congrui per le imprese bancarie e assicurative (e loro controllate e mandatarie), nonché per le aziende con più di 50 dipendenti, o con un fatturato di oltre 10 milioni di euro, nell’anno precedente al conferimento dell’incarico al professionista. Il testo sull’equo compenso dispone, inoltre, che gli accordi “al ribasso” sono nulli, così come qualsiasi patto che vieti al professionista di pretendere acconti in corso d’opera e che attribuisca al cliente “vantaggi sproporzionati”.
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