I dati dell'VIII Report di Itinerari previdenziali attestano i meriti delle Casse
Distilli (Cassa Commercialisti) 50% lo assiste Stato, noi non graviamo su collettività
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I dati “piuttosto preoccupanti” dell’VIII Report di Itinerari previdenziali, “in particolare quelli che evidenziano come circa il 50% dei pensionati non sia stato in grado di versare neppure 15/17 anni di contributi regolari minimi e debba, quindi, essere assistito dallo Stato, con prestazioni non finanziate da contributi e imposte, ma che gravano per circa 25,77 miliardi di euro sulla fiscalità generale e non sono soggette ad imposizione, impongono una profonda riflessione”. Parola del presidente della Cassa dottori commercialisti (Cdc) Stefano Distilli, che sostiene che tali cifre “mettan ancora più in evidenza il ruolo quanto mai meritorio svolto dalle Casse professionali a beneficio dell’intero sistema posto che, potendo far conto solo su risorse proprie derivanti dai contributi versati dagli iscritti e dai rendimenti generati dalla gestione del patrimonio e in un’ottica di tutela della sostenibilità prospettica, assicurano autonomamente il futuro previdenziale di centinaia di migliaia di professionisti, senza gravare sulla fiscalità generale e sul bilancio dello Stato”.
A ciò, incalza il vertice dell’Ente, si aggiunga che, “sempre con risorse proprie, assicurano funzioni assistenziali fondamentali nei confronti degli iscritti e delle loro famiglie. Ciò rende ancor più evidente l’incongruenza del regime di tassazione dei patrimoni immobiliari e dei rendimenti dei patrimoni mobiliari a cui sono assoggettate, che le vede assimilate ad investitori speculativi, mentre contribuiscono anche con le rendite patrimoniali generate a garantire una funzione pubblica di natura costituzionale, la sostenibilità futura e l’adeguatezza delle prestazioni, senza gravare – chiosa Distilli – sulla finanza pubblica”.
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