Ictus, allarme per l'effetto dannoso di alcuni farmaci molto comuni
Attenzione all'uso di questi farmaci.
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Un gruppo di ricerca dell’università dell’Aquila ha dato un importante contributo allo studio dell’ictus – fenomeno complesso e potenzialmente letale – e ai suoi principali fattori di rischio. Secondo lo studio completamente italiano anche alcuni farmaci concorrerebbero allo sviluppo di questa pericolosa condizione. A rendere la notizia inquietante è che fra questi medicinali rientrano alcuni davvero molto comuni.
La ricerca è stata condotta da un gruppo italiano dell’università dell’Aquila, che ha collaborato con l’ospedale Maurizio Bufalini di Cesena e la Asl 1 di Avezzano-Sulmona. Gli studiosi sono riusciti a individuare una serie di farmaci potenzialmente dannosi per il nostro organismo, in quanto capaci di favorire l’insorgenza di ictus. A preoccupare è il fatto che alcuni di questi siano davvero molto comuni e utilizzati con assoluta tranquillità. Parliamo, per esempio, della semplice aspirina, solitamente impiegata per le sue proprietà analgesiche, antinfiammatorie e antifebbrili, ma anche per la sua capacità di prevenire la formazione di coaguli. Ebbene, nonostante questi effetti benefici riconosciuti da tutti, l’aspirina sarebbe anche in grado di provocare ictus con emorragia cerebrale, una delle forme più pericolose.
Ma non si parla solo di aspirina. Nello studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, si fa riferimento ai farmaci conosciuti con il nome di antiaggreganti. Si tratta di medicinali prescritti con relativa tranquillità, ma che invece andrebbero assunti con attenzione. Ma perché sono pericolosi? A spiegarlo è stata la dottoressa Simona Sacco, coordinatrice dello studio, che ha parlato ai microfoni di Ansa. “L’effetto dannoso è dovuto al fatto che, quando si rompe un vaso sanguigno, i farmaci antiaggreganti impediscono l’arresto del sanguinamento. Sono farmaci, come la classica cardioaspirina, che spesso vengono percepiti come semplici e innocui, molto più degli anticoagulanti, che si basano invece su un meccanismo diverso”, ha dichiarato.
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