Sondaggi politici FdI +7% sul Pd, Governo stabile ma è allarme sugli ‘indecisi’
I sondaggi politici di Ixè sui partiti e i possibili elettori delusi: la tenuta e i campanelli d'allarme per il Governo. Campo largo non cresce ma né perde.
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A guardare i dossier internazionali e le polemiche mediatiche nazionali, la tenuta del Governo Meloni nei sondaggi politici e nei vari risultati elettorali di questi ultimi 3-4 anni, non si spiegherebbe: eppure anche dentro la bufera per il caos ICE alle Olimpiadi, con un Referendum sulla Giustizia che vede secondo le ultime analisi un recupero del consenso per i sostenitori del No contro il Sì alla riforma Nordio, la tenuta del Centrodestra a livello elettorale rimane ancora invidiabile, specie dopo più di tre anni alla guida del Paese in un periodo storico e geopolitico molto complicato.
I sondaggi politici condotti e pubblicati da Ixè – con interviste effettuate il 27 gennaio 2026 – vedono Fratelli d’Italia della Premier Meloni in testa ancora con il 29,1% dei consensi complessivi, con 7 punti di vantaggio sulla diretta rivale, la leader del Pd, Elly Schlein. Se il Centrodestra sostanzialmente rimane stabile, con la Lega all’8% e con Forza Italia che assieme a Noi Moderati raccoglierebbe un complessivo 9,4% di consenso, all’interno del Campo largo progressista è vero che non si assiste a nessuna particolare “crescita”, ma neanche vi sono cali improvvisi e perdite di fiducia dall’elettorato.
Premier Giorgia Meloni e segretaria Pd Elly Schlein (ANSA 2025, Fabio Frustaci)
Il M5s al 12,2% resta a 10 punti esatti dal Partito Democratico (22,6%), con l’Alleanza Verdi-Sinistra che prosegue la sua lenta crescita sino al 7,2% di preferenze nazionali: chiudono i sondaggi politici Ixè sui partiti il fronte “ex Terzo Polo”, con Azione di Calenda al 3,3% davanti a Italia Viva con il 2,3%, mentre PiùEuropa all’1,8% resta la forza più piccola in dote all’area progressista di Centrosinistra.
Al netto dello scontro sul prossimo Referendum costituzionale, che per i sondaggi politici Ixè vedrebbe un netto recuperato del No contro il Sì, in un quasi “fifty-fifty” di possibilità per entrambi di poter trionfare (non essendoci quorum), le ultime intenzioni di voto hanno evidenziato un tema piuttosto inedito. Se si votasse oggi, il 53,1% non si presenterebbe alle urne tra indecisi, astenuti e delusi.
Ecco, l’analisi dei sondaggi politici Ixè ha provato ad approfondire questa importante fetta di elettorato che si dice sempre più critico con la politica nazionale: in particolare, è stato chiesto a chi non ha indicato un partito quale potrebbe essere la coalizione di “riferimento” qualora dovesse proprio convincersi a presentarsi al seggio.
Ecco qui sorge un problema per il Centrodestra e il Governo Meloni, in quanto la maggioranza netta degli indecisi/delusi ad oggi si sente più portato ad esprimere sostegno ad un partito dell’attuale opposizione (ovvero il Campo largo o la sinistra extra parlamentare) con il 56,6%, mentre “solo” il 29,3% se messo alle strette andrebbe a votare una delle 4 liste che sostiene il Governo Meloni.
Niccolò Magnani su Il Sussidiario net

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