Meloni che succede?
Le intenzioni di voto preoccupano I dati di oggi - registrati da Swg - sono molto importanti: per la terza settimana cala
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Non è una notizia: da qualche settimana ormai Giorgia Meloni, e più generalmente Fratelli d’Italia, perde consensi nei sondaggi politici. Non è bastata la settimana di Atreju per risollevare il trend di Fratelli d’Italia che da qualche settimana vede diminuire il vantaggio guadagnato sul Partito democratico e più in generale sulla coalizione di Centrosinistra.
Dati importanti perché ci dicono che laddove si tornasse alle urne Fratelli d’Italia sarebbe comunque il primo partito in Italia ma con il rischio che la coalizione di Centrodestra venga scavalcata da quella di Centrosinistra che nel caso di un campo largo con Movimento 5 Stelle e Avs potrebbe raggiungere il maggior numero di consensi.
Nel dettaglio, gli ultimi sondaggi Swg ci dicono che oggi Fratelli d’Italia perde un altro 0,2%, il che sorprende visto l’entusiasmo scaturito dal successo di partecipazione di Atreju: nel frattempo cresce il Partito Democratico che ormai da qualche settimana ha lanciato apertamente la sfida in vista delle prossime elezioni politiche che si terranno nel 2027.
La buona notizia, sempre secondo Swg, è che nel frattempo Lega e Forza Italia guadagnano qualche punto, dando così maggiore respiro al Centrodestra. Ma non basta per stare tranquilli, anche perché il quadro attuale ci dice che il primo partito è ancora quello degli indecisi, a dimostrazione di come a vincere le prossime elezioni sarà la coalizione che riuscirà a convincere chi ancora non è deciso a schierarsi con l’una o l’altra sponda.
I sondaggi politici del Tg La7
Con i sondaggi del 15 dicembre pubblicati dal Tg La7 siamo alla terza settimana in cui Fratelli d’Italia – che solo il mese scorso aveva toccato il suo picco – cala nelle intenzioni di voto.
Questa volta il partito guidato da Giorgia Meloni subisce una riduzione dello 0,2%, a fronte di una perdita complessiva dello 0,7% in tre settimane. Resta comunque molto avanti al Partito Democratico con un 30% dei consensi, ma ora i dem – forti ancora delle vittorie alle regionali in Campania e Puglia – iniziano ad avvicinarsi. Nel dettaglio, il Pd questa settimana segna un +0,2%, arrivando al 22,3%.
Meno positiva invece la settimana del Movimento 5 Stelle, stabile terza forza del Paese ma con una perdita dello 0,2% che lo porta al 12,8%.
Come anticipato, possono sorridere invece Lega e Forza Italia che guadagnano rispettivamente uno 0,3% e uno 0,2%, portandosi all’8,4% e all’8,1%. Cresce anche Alleanza Verdi e Sinistra, al 6,8% grazie a una crescita dello 0,1%.
Tra i partiti “minori”, almeno per quanto riguarda il peso politico, scendono tanto Azione (dello 0,2%) quanto Italia Viva (dello 0,1%), oggi ferme al 3,0% e 2,3% con il rischio che non riescano neppure a entrare in Parlamento nel caso in cui alle prossime elezioni non dovessero far parte di una coalizione.
Stabile +Europa – che guarda con sollievo alle condizioni di salute di Emma Bonino – all’1,4%, mentre Noi Moderati perde lo 0,1% e si ferma all’1,1%.
Ma attenzione, perché il quadro indecisi si fa sempre più interessante, e preoccupante se vogliamo. Perché un +2% si è aggiunto rispetto alla scorsa settimana, portandolo al 35%: più di 3 elettori su 10, quindi, sono confusi su chi votare alle prossime elezioni, dimostrazione di come la partita sia ancora aperta e tutta da giocare.
Il quadro che emerge dai sondaggi racconta una fase di assestamento, più che di vera crisi, per Giorgia Meloni e per Fratelli d’Italia. Il partito resta nettamente il primo in Italia, ma il segnale da non sottovalutare è la continuità del calo: tre settimane consecutive di flessione indicano che il consenso raggiunto nei mesi scorsi potrebbe aver toccato un punto di saturazione. Atreju ha rafforzato l’identità e la mobilitazione della base, ma non ha prodotto quell’effetto di espansione verso l’elettorato più mobile che spesso fa la differenza nei cicli politici di medio periodo.
Allo stesso tempo, il centrosinistra mostra segnali di riattivazione, soprattutto grazie al Partito Democratico, che lentamente riduce le distanze e torna a proporsi come perno di una possibile alternativa di governo. La prospettiva di un campo largo rappresenta un’opportunità da cogliere: i numeri suggeriscono che, in caso di alleanza strutturata, il centrosinistra potrebbe effettivamente competere per la maggioranza dei consensi, pur restando lontano da una vittoria automatica.
Il centrodestra, dal canto suo, trova un parziale riequilibrio interno con la crescita di Lega e Forza Italia. Un dato positivo per la coalizione, ma anche ambivalente: se da un lato rafforza il fronte complessivo, dall’altro segnala che una parte del consenso potrebbe spostarsi all’interno, più che crescere all’esterno. In uno scenario elettorale, questo elemento conterà molto nella definizione degli equilibri politici e di leadership.
Il vero ago della bilancia, però, resta il blocco degli indecisi. Con oltre un terzo dell’elettorato che oggi non si riconosce in nessuna forza politica, il messaggio che arriva dai sondaggi è chiaro: la competizione non si giocherà solo sulla fedeltà delle basi, ma sulla capacità di costruire una proposta credibile, comprensibile e convincente per chi è rimasto ai margini del confronto.

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