Snami firma l’Acn su mandato del Comitato Centrale ma deposita una dichiarazione a verbale.
“Se non ci sarà una disciplina chiara del Ruolo Unico e la modifica della legge Balduzzi, a gennaio tre giorni di sciopero nazionale”.
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Su esclusivo mandato del proprio Comitato Centrale, e in un’ottica di responsabilità istituzionale e tutela del sistema sanitario territoriale, SNAMI ha firmato l’ACN, accompagnando la sottoscrizione con una dichiarazione a verbale. Nel documento il Sindacato ribadisce l’urgenza di definire una cornice normativa chiara, completa e coerente per la declinazione del Ruolo Unico di Assistenza Primaria, oggi principale criticità dell’intero impianto della medicina territoriale.
Il Presidente nazionale Angelo Testa spiega:
“Da vent’anni altri firmano accordi che valgono per tutti, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. SNAMI ha firmato solo per continuare a rappresentare i propri iscritti a livello locale, e lo ha fatto su preciso mandato degli organi nazionali, depositando contestualmente una dichiarazione a verbale. Lo ripetiamo da mesi: il Ruolo Unico va superato, va modificata la legge Balduzzi. Non accetteremo scorciatoie, interpretazioni ambigue o applicazioni disomogenee nelle Regioni.”
Testa aggiunge: “Da due decenni una parte del sindacalismo firma accordi validi per tutta la categoria, portando i medici verso carichi insostenibili, responsabilità crescenti e condizioni operative lontane dalla realtà quotidiana. SNAMI non partecipa a questo gioco: noi protestiamo per difendere la professione, la dignità del medico e la qualità dell’assistenza ai cittadini.”
SNAMI sottolinea come, senza un intervento legislativo mirato a modificare la legge Balduzzi, il Ruolo Unico rischi di diventare una struttura ingestibile e dannosa, compromettendo la sostenibilità professionale e la continuità assistenziale.
L’avvertimento è chiaro: “Se nei prossimi giorni non verranno assunti impegni concreti – conclude Testa – SNAMI proclamerà nel mese di gennaio tre giorni consecutivi di sciopero nazionale. La pazienza è finita: non accetteremo che un nuovo Accordo calato dall’alto penalizzi ancora una volta i medici e renda più fragile la medicina del territorio.”
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