Nursind. L’indennità degli infermieri ridotta ad elemosina
Verso lo stato di agitazione, di circa 100 euro restano le briciole
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L’indennità specifica per gli infermieri “è stata ridotta a brandelli, e dei circa cento euro lordi mensili in busta paga, in barba alle garanzie ricevute durante le interlocuzioni di questi mesi col governo, non restano che briciole. Una specie di elemosina che non è davvero ciò di cui ha bisogno la categoria”.
Il ‘j’accuse’ arriva dal segretario nazionale del Nursind Andrea Bottega, mentre viene posta alla Camera la fiducia sul maxiemendamento alla manovra.
“Ben venga riconoscere l’impegno e lo sforzo di tutte le categorie impegnate da mesi nel contrasto alla pandemia, ma a parità di risorse il risultato è solo di mera testimonianza”.
Nursind punta l’indice anche sul fatto che la manovra vincola comunque l’erogazione dell’indennità alla contrattazione: “Anche questo – rimarca il sindacato – è sintomatico di scarsa attenzione verso una categoria che ha bisogno di sostegno adesso. Tra revoca delle ferie e turni di 12 ore, infatti, gli infermieri sono allo stremo delle forze e psicologicamente provati. Sono, come rilevano i dati Inail, i professionisti più colpiti dal contagio e davanti a loro hanno ancora mesi difficili da affrontare, con la campagna di vaccinazione nazionale alle porte”, prosegue. “Di fronte a questa scarsa sensibilità – conclude Bottega – faremo sentire forte la nostra voce e non escludiamo neppure di proclamare uno stato d’agitazione”, si chiude la nota del sindacato dei professionisti.
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