Italia senza medici di base: i dati allarmanti del Cnel
C’erano una volta i medici di famiglia.
Eh già, perché sono diventati ‘merce rara’, almeno in Italia dove – stando ai dati del Cnel – all’appello ne mancherebbero almeno 10mila. E la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente, considerati i pensionamenti di massa previsti nei prossimi due anni. A tal proposito, sono intervenuti i sindacati per richiedere urgenti misure nella legge di Bilancio attualmente sotto esame in Parlamento. Anche rispetto a Germania, Spagna e Francia siamo sotto standard. La dotazione di base, rileva l’ente, è di 68,1 per 100mila abitanti, rispetto ai 72,8 della Germania, ai 94,4 della Spagna e ai 96,6 della Francia. Anche la presenza di infermieri è bassa: 621,3 ogni 100mila abitanti, a fronte di 633,9 in Spagna, 858,1 in Francia e 1.203,2 in Germania. Negli ultimi dieci anni, inoltre, il numero di medici generici è diminuito di oltre seimila unità, scendendo sotto i 40mila nel 2022. Una carenza che interessa più il Nord che il Sud con una situazione critica anche per quel che riguarda tutto l’insieme del personale medico generico e specialistico (14esimo posto nell’Unione Europea). Le cause? Secondo il segretario Fimmg Silvestro Scotti sono da ricercare nella scarsa attrattività della professione anche per una questione economica: “Un medico che si specializza in Medicina generale riceve circa 800 euro al mese, rispetto alla borsa di 1200-1600 euro delle altre specializzazioni. Un importo che non consente di andare avanti in modo dignitoso”.
Federazione Nazionale Degli Ordini dei Biologi
Nota – Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di Mondoprofessionisti.
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