I medici di base del Lazio minacciano lo sciopero
“Siamo al collasso”.
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Medici di base al collasso nel Lazio, lasciati dopo tre ondate pandemiche sotto il peso di pratiche burocratiche e amministrative, tanto da essere sempre più simili a dei funzionari statali piuttosto che a dei dottori in medicina con dei pazienti da seguire e curare. Stressati dal punto di vista fisiologico e psicologico a tal punto da minacciare lo sciopero e la chiusura degli studi. È la situazione descritta a gran voce dall’Intersindacale Medici Lazio Smi-Snami-Sumai che nella giornata di ieri hanno lanciato il proprio “grido di dolore”, attraverso una conferenza stampa in cui hanno narrato nei minimi dettagli la propria condizione:
“Nel Lazio a seguito di uno sciagurato accordo regionale, tutte le funzioni di sanità pubblica sono state poste in carico ai medici di medicina generale e tale situazione non è più sostenibile. Niente è stato fatto per favorire la dotazione di collaboratori per gli studi medici che si occupassero di funzioni intermedie. Dichiariamo pertanto lo stato di agitazione”.
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